Peter Hook @ Moonlight Festival [Fano, 10/Luglio/2010]

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Sono trentasei anni che attendo un evento simile ossia vedere, ascoltare, danzare con le note a me più care, con la colonna sonora di tutta una vita di fronte a Peter Hook, ad ¼ di Joy Division, della migliore band mai ascoltata (per me chiaramente). La seconda edizione del Moonlight Festival di Fano ci propone quest’anno interessanti gruppi partoriti dalla Factory di Manchester o meglio dall’illuminato Tony Wilson come A Certain Ratio e The Names. Band post punk che non avrebbero avuto ragione di esistere se non fosse stato i quattro “young men” nati e cresciuti tra Macclesfield e la stessa Manchester. Il 2010 è l’anno della memoria, del ricordo che celebra il trentennale della prematura scomparsa di Ian Curtis (18 maggio 1980). Molti sono stati gli eventi organizzati a tal proposito non solo nel Regno Unito, ma un po’ da tutte le parti del mondo. E Peter Hook “uncina” la ricorrenza a suo modo, irrompendo nei nostri desiderata con perfetto tempismo. La data di Fano è solo l’antipasto in quanto a novembre sarà in Italia per altre tre date (25/11 Milano, 26/11 Roncade, 27/11 Roma), direi imperdibili.

Si mangia di corsa stasera, talmente velocemente da dimenticare la fotocamera ad un ristorantino situato nelle prossimità dell’aeroporto di Fano dove si sta svolgendo il festival. Arrivati li, noto con sorpresa che non c’è molta gente, ma sinceramente me ne sbatto. Stasera è la Serata; stasera può accadere di tutto, anche svenire, rinsavire, rischiare di fare qualche stronzata, rischiare di esser buttato fuori. Guadagno centimetri, spazi vitali tra la folla e mi arrocco li, davanti al palco proprio quando i The Names stanno concludendo la loro performance. Sembra una coincidenza dato che proprio loro aprirono uno degli ultimi gig dei Joy Division al Plan K di Bruxelles. Eppure non lo è. L’organizzazione – a quanto pare – ha intenzionalmente voluto celebrare una scena, quella di Manchester per l’appunto, che ancora oggi risulta unica nel suo genere e, a quanto pare, difficilmente ripetibile.

E’ da poco passata la mezzanotte e il pubblico sembra alquanto impaziente, irrequieto, tanto da apostrofare in malo modo il tizio che sta tentando di introdurre Hook. Il presentatore, quindi, taglia corto e lascia la scena a Peter che, vestito di nero, un po’ in sovrappeso, ma comunque sempre barbuto impugna il basso e si avvicina verso l’asta posta al centro del palco. Lo seguono a ruota quattro giovani ragazzi, la sua nuova band: Nat Watson, Andrew Poole, Jack Bates, Paul Kehoe. ‘At A Later Date’ è il pezzo che non ti aspetti per aprire un evento del genere. Resto perplesso, ma poi capisco che Hook intende partire dai Warsaw, dalle origini per non tralasciare alcun momento della loro breve ma intensa storia artistica. Segue, infatti, lo scontato incipit “3,5,0,1,2,5, Go!” dell’omonimo pezzo. La presenza di due bassi sul palco da spessore ad ogni riff, anche a quelli più punk. Peter suona di rado, troppo concentrato a cantare. Eseguono per intero il primo EP, ‘An Ideal For Living’ senza pause. Poi un intermezzo, con ‘Digital’ e ‘Glass’ prima di riproporci il capolavoro ‘Unknown Pleasures’. Tra un pezzo e l’altro il pubblico, ingordo, chiede, consiglia, pretende altri pezzi; anch’io tento e a squarciagola suggerisco ‘The Only Mistake’, ma nulla da fare. La scaletta è inalterabile e granitica come fosse scolpita sul marmo. Un epitaffio che ci avvicina a Ian e al suo splendore svanito in un’anonima cucina di Macclesfield trent’anni fa, specie quando riecheggia nell’immenso prato “she lost control/she lost control again” propagandosi nel vuoto dei nostri stomaci lacerati per sempre dall’inafferrabile lirica di Ian. La voce, non è certo la stessa, ma l’intensità con cui Hook reinterpreta quelle strofe è lodevole e appaga tutti noi, soprattutto ai bis quando suonano ‘Transmission’ e ‘Love Will Tear Us Apart’. Il concerto è finito ed Hook, rivolto al cielo, saluta e ringrazia il suo amico, il nostro Ian.

Andrea Rocca

[Scaletta]

At A Later Date

Warsaw
No Love Lost
Leaders Of Men
Failures
(An Ideal For Living)

Digital
Glass

Disorder
Day Of The Lords
Candidate
Insight
New Dawn Fades
She’s Lost Control
Shadowplay
Wilderness
Interzone
I Remember Nothing
(Unknown Pleasures)

Transmission
Love Will Tear Us Apart

2 COMMENTS

  1. C’eravamo anche noi, caro Andrea, come te abbiamo apprezzato l’impegno di Peter Hook, la carica nell’affrontare canzoni leggendarie (da notare che aveva persino un leggio). I Names non ci sono piaciuti molto (troppo superati). Sulla gente hai perfettamente ragione, per artisti di questo calibro, ci si aspetta sempre qualche persona in più.
    Cmq, se ti interessa, abbiamo pubblicato un triplo reportage del Fano Moonlight su osservatori esterni.it
    Trovi tutto in home page
    Saluti

    Orasputin

  2. Capita spesso questo: conoscere persone appassionate come voi sempre ‘a giochi fatti’. Complimenti comunque per i report. Post-punk r’n’r bless U.

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