Pete Molinari @ Circolo degli Artisti [Roma, 16/Novembre/2008]

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My dear Angelina I don’t want to loose you again. C’è chi, nel bene e nel male, cavalca l’onda moderna, chi insegue l’ultima tendenza di mercato, chi prende il numero e si mette in fila per la nomina di next big thing. E poi c’è lui. Un ragazzo di ventidue anni, che viene da quella stessa Inghilterra che vomita senza ritegno tonnellate di quei musicisti di cui prima. Lui che, dopo averci regalato un disco piacevole come ‘A Virtual Landslide’ (Damaged Goods, 2008, dopo il debutto di ‘Walking Off The Map’ del 2006), fa capolino al Circolo degli Artisti ad un prezzo irrisorio. Piccolo, ma ugualmente plateale, con le sue chitarre acustiche e l’armonica a bocca. E un bagaglio di canzoni che pescano, fra revival e piena fedeltà di genere, nel country folk americano degli anni ’40 e ’50. Quello dei folksinger rurali, del banjo di Pete Seeger e i canti dalla galera di Leadbelly. Di Guthrie e la sua ‘macchina ammazza-fascisti’. Il mondo dei carri merci e degli hobo raccoglifrutta descritto dall’interno in ‘Bound For Glory’. Dylan prima di Dylan. Pete Molinari suona questa musica.

E stasera se ne sentiva il bisogno, dopo ore di mani avide, contrattazioni al ribasso, fruscii di vildenàro. Il mercatino del vintage ancora resiste a macchia di leopardo. Banchetti stracolmi di capi unti e polverosi, qui e là, da smantellare. Quando Pete sale sul palco gran parte del pubblico è ancora fuori, a sorseggiare alcolici nel giardino. Ma la sua è musica che scalda i cuori. E allora tutti dentro, di corsa, al riparo dagli sbalzi del termometro novembrino. ‘I Don’t Like The Man That I Am’ e ‘Sweet Louise’ incantano gli occhi e ammorbidiscono i sorrisi. Le ballate morbide e malinconiche di ‘Dear Angeline’ e ‘One Stole Moment’ sono uno spettacolo raro per i tempi che viviamo. Proprio come le chiama lui, old-fashioned love songs. La voce fa storia a sé: immacolata, intonata, un vibrato continuo nella migliore tradizione country. Ci regala la sua interpretazione di ‘That Train Keep A-Rollin’. Da pochi minuti siamo oltre la mezzanotte. Da pochi minuti sono i miei diciannove anni. Ma rimando a domattina i festeggiamenti. Per adesso restiamo qui. A congratularci con Pete Molinari, che, mentre abbandona il palco fra gli applausi, fa spallucce e sorride. Beh, che volete che sia?

Filippo Bizzaglia

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