Perturbazione @ Circolo degli Artisti [Roma, 28/Aprile/2007]

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L’ “incipit” della serata è accattivante. Live-act dei romani Carpacho, combo adrenalinico e caustico ad alto tasso indie rock. Dopo le loro piacevoli distorsioni, salgono sul palco i Perturbazione. Il frontman, Tommaso Cerasuolo, acclamato da una vera ovazione di pubblico, è visibilmente emozionato, ma la melodia si impossessa di lui. La sua voce, cantautorale quanto basta ed espressivamente monocorde, comunica tutto quello che osavamo chiedere. Ha personalità da vendere. Le loro sono canzoni d’autore, inframezzate da virate un po’ più rock e passi di raffinata armonia pop. Lo strumentale supporta la grande comunicatività di Tommaso e le sue parole “vive” risuonano fra il pubblico che partecipa cantando a memoria. A chiosare le due chitarre a tratti arpeggiate a tratti più dilatate. E così si passa dalla cover dei Belle And Sebastian “Get Me Away From Here, I’m Dying”, tradotta e riadattata in “Portami Via Di Qua, Sto Male” alla storica “Agosto”, durante la quale Cerasuolo si commuove e noi con lui, perché davvero riesce a toccare il freddo sopito in ciascuno. Sul palco li raggiunge Syria (sì, proprio quella di Sanremo, ma anche degli spettacoli con Paolo Rossi), amica di vecchia data, che intona ben due pezzi. Nulla toglie né dà all’esibizione della band tutta italiana che del nostro bel paese conserva la melodia, accompagnata da versi mai banali, figli della miglior tradizione cantautorale, misti ad atmosfere prettamente europee di certo indie. A dover per forza muovere uan critica, l’unica potrebbe essere quella di aver potuto osare un po’ di più sulle alternanze fra indie pop e cantautorato, ma va bene anche così. Si va verso la conclusione con due bis (richiesti a furor di popolo), in cui spicca il pezzo dedicato al nostrano Remo Remotti, e poi ancora perturbati dalla semplicità di quelle liriche così profondamente reali. Poche band scuotono l’anima e nello stesso tempo si lasciano canticchiare, questi sono i Perturbazione.

Mariagloria Fontana

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