Perfume Genius @ Circolo degli Artisti [Roma, 8/Settembre/2014]

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Serata di saluti, abbracci e chiacchiere sull’estate appena trascorsa quella che vede esibirsi Perfume Genius al Circolo degli Artisti. Se i Sick Tamburo hanno dato il via ufficiale alla nuova stagione il sabato precedente, è l’arrivo del cantautore americano – primo ospite straniero dell’anno concertistico 2014-2015 – a segnarne la ripresa effettiva. Nutrito il pubblico accorso per l’occasione, nonostante sia un lunedì. Mike Hadreas era stato uno dei nomi chiacchierati del 2012 grazie a un ottimo secondo disco come ‘Put Your Back N 2 It’ e adesso si appresta a pubblicare tra poche settimane la nuova fatica ‘Too Bright’, pronta a suggellarne il successo e la caratura artistica. Alcuni estratti di questo terzo album sono già in scaletta, a partire dall’iniziale ‘I Decline’ che vede Mike fare il proprio ingresso in scena, ammantato in un kimono scuro. Lo affiancano un batterista, un chitarrista – all’occorrenza bassista – e un tastierista, suo compagno nella vita. Il silenzio regna nella sala grande del locale mentre la voce di Mike declama le sue meravigliose liriche, ora affidandosi esclusivamente alle proprie dita che schiacciano i tasti della tastiera, ora accompagnato dai suoi sodali nei momenti di più ampio respiro. La band si dimostra all’altezza della situazione, allargando il raggio d’azione delle melodie dell’artista senza mai sovrastarlo. I brani si avvicendano veloci nei loro due minuti e mezzo di durata media, intervallati da poche ma sincere parole di ringraziamento. Il pubblico applaude scrosciante e incita a più riprese lo statunitense, spesso con la grazia tipica del romano standard che lasciamo alla vostra immaginazione. Brani come ‘Dark Parts’ o ‘Hood’ valgono il prezzo del biglietto, essendo alcune tra le perle più preziose sinora prodotte da Perfume Genius. È nella brevità delle composizioni, tuttavia, che spesso si figura uno dei limiti dell’esibizione di Hadreas. Non si fa in tempo a immergersi a pieno nell’essenza di un brano che già questo lascia il posto ad un altro, creando una discontinuità nella tensione emotiva che in certi passaggi appiattisce e smorza una perfomance altrimenti difficilmente appuntabile. Si plana costantemente ma si spicca il volo solo in alcuni momenti, quelli in cui basta il primo accordo a scatenare l’applauso e a scatenare sensazioni. Perfume Genius, in ogni caso, riesce a catalizzare con maestria l’attenzione del pubblico e a guidarlo alla scoperta senza veli dei propri sentimenti. Sul piano e voce di ‘Learning’, suonato a quattro mani con il fidanzato, si raggiunge il momento più alto del concerto, l’attimo in cui Mike si mostra per ciò che è: un innamorato dell’amore in tutte le sue sfumature, anche quelle più dolorose. I bis, infine, vedono l’americano misurarsi con 3 cover eseguite in una sorta di trittico unitario: ‘Oh Father’ di Madonna, ‘By Your Side’ dei Sade e ‘Bright Eyes’ di Art Garfunkel. Cala così il sipario in attesa di scoprire cosa ci riserverà ‘Too Bright’ per intero, anche se le alte aspettative si presumono saranno confermate. Poco da aggiungere sulle grandi qualità compositive di Perfume Genius, ma ci è parso che il live non sia ancora coinvolgente quanto e come dovrebbe essere, con un eccessivo saliscendi tra momenti altissimi e travolgenti e altri più monocordi e ordinari. Per chi invece s’è abbandonato senza resistenze al fascino della voce di Mike, probabilmente una serata priva di sbavature.

Livio Ghilardi

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