Pelle Carlberg @ El Barrio [Torino, 20/Ottobre/2007]

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Premessa
La scorsa volta ironizzavo sul fatto che le Amiina avevano portato un po’ di fresco dal nord Europa. Bene, questa volta Mr Pelle Carlberg ha trovato un clima decisamente gelido, tanto da soffrirne lui stesso, nonostante la provenienza nordica (a fine concerto ero accanto a lui fuori dal locale a scaldarmi contro uno di quei funghi metallici che si usano di solito nei dehor).

Svolgimento
In tutta sincerità prima di ascoltare “In A Nutshell”, l’ultima fatica di questo cantautore svedese mi aspettavo, data la provenienza, un cantautorato con venature folk molto triste e cupo. In realtà Pelle è un simpatico nordico che ha come “arma principale” il suo pop acustico e solare, nel quale le malinconie sono piacevolmente dosate. Evidente debitore nei confronti dei Belle & Sebastian e, come dichiarato da lui stesso, degli Smiths, Pelle compie uno slalom tra le canzoni del suo repertorio, da quelle passate e più folk-oriented, fino a quelle del recente “In A Nutshell”, ovvero una collezione di piccole gemme pop, piacevoli all’ascolto su disco quanto nel live. Complice una sezione ritmica di tutto rispetto (in tre riescono a fare tutto, dalle ritmiche più incalzanti ai coretti a presa rapida), una voce delicata con cadenze malinconiche e delle movenze che ricordano Elvis (giuro, non sto scherzando!), Pelle riscalda un po’ tutti con canzoni come “I Love You, You Imbecille”, che ti entra in testa al primo ascolto,”Middleclass Kid”, o introducendo la canzone dal titolo più lungo e intricato dal suo ultimo disco “Clever Girls Like Clever Boys Mucher More Than Clever Boys Like Clever Girls”, coinvolgendo anche il pubblico con il claphands (altresì detto il momento del disgelo delle mani). Ad un certo spunta anche un’armonica a bocca in “I Just Called To Say I Love You”, e per un attimo ci spostiamo dall’Europa agli States; ma è solo un impressione perché in fondo il folk di matrice statunitense sembra essere presente in minima parte nelle canzoni suonate al Barrio. A conferma di ciò arriva nel finale, la cover di “Rocket Man” di Sir Elton John in una versione, a mio modesto parere, da brividi (ok, ho evitato di dire da pelle d’oca sennò chissà dove andavamo a finire) e in ultimo un “omaggio” che sa più di presa in giro del tormentone di un certo Mika con la sua “Grace Kelly”. Mr Carlberg batte Mika, 6-1, 6-2.

Epilogo
La dimostrazione dell’umiltà degli artisti e forse anche del loro lato un po’ sfigato, geek, nerd, è venuta fuori quando i ragazzi che gestiscono il Barrio hanno chiesto a Pelle un cd da tenere in “archivio”. La risposta di Pelle è stata: “Mi piacerebe molto ma mi sono rimasti solo 24 cd e devo ancora fare un bel po’ di date”. A voi le riflessioni. Le mie non possono che essere positive, segno che c’è ancora qualcuno interessato alla buona musica, come quella di Pelle Carlberg, from Sweden with love.

Andrea Sassano

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