Pelican @ Beatpol [Dresda, 28/Settembre/2008]

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La mia prima giornata a Dresda mi vede immediatamente impegnato sul fronte live. Di scena al Beatpol (già Starclub) ci sono i Pelican, mastodontica realtà del panorama post rock, accompagnati in questo tour dai Torche. Sono da poco passate le 21 e con la puntualità caratteristica di questo angolo di Germania orientale i quattro Torche fanno il loro ingresso sul piccolo palco del bellissimo locale. Aspettandomi epiche cavalcate alla Pelican, rimango a dir poco spiazzato quando, tempo 20 secondi di assolo infernale stile Richard Benson, realizzo che il gruppo spalla scelto dai Pelican per questo tour non è altro che un gruppo metal (sul flyer si leggono le catalogazioni stoner e doom, ma la sostanza non cambia). Mannaggia. Rarissimi i momenti in cui i quattro riescono a svegliare il mio interesse, altrimenti focalizzato sul fornito banchetto del merchandise. Ammetto la mia difficile sopportazione del genere da loro proposto, ma mi riesce veramente difficile salvare qualcosa di questa esibizione. Faccio un rapido conteggio dei minuti trascorsi e mi rendo conto che mai come ora 45 minuti mi erano sembrati interminabili. La selezione di brani Gangsta Rap durate il cambio palco mi sembrerà manna caduta dal cielo, e ho detto tutto. Non avevo mai visto il gruppo di Chicago dal vivo, né conoscevo i volti dei componenti. E ora che sono lì sul palco ad accordare strumenti e aggiustare gli effetti mi sembrano quasi troppo normali. Anzi, a dirla tutta sono proprio degli individui buffi. E io che pensavo a dei capelloni incazzati rimango spiazzato per la seconda volta in questa fredda serata. Il locale ormai si è andato riempiendo, anche se l’affluenza non è proprio delle più numerose. I primi minuti di concerto sembrano non funzionare come dovrebbero, ogni tanto capita di sentire qualche sbavatura, ma fortunatamente col passare dei minuti la macchina da guerra si scalda e fa rimbombare le pareti del locale con distorsioni tuonanti e furiose cavalcate tipiche di questo quartetto. È un vero piacere assistere all’ora di concerto proposta, ancor di più lo sarà assistere al lunghissimo bis che conclude una bella serata, dove ancora una volta verrebbe da dire: Strumentale è meglio.

Emanuele Avvisati

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