Peawees @ Mads [Roma, 4/Aprile/2009]

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Scendo nel ventre del Mads con una sola idea stasera: vedere finalmente i Peawees. Il gruppo di La Spezia, che suona rock and roll dal 1995, e che ha quattro album all’attivo, mi era sempre sfuggito. Stavolta ci sono. Una vera istituzione tra i punk rocker italiani e infatti al Mads c’è un bel po’ di gente. Per assistere anche al concerto apertura dei Beats Me, in cui ritrovo il bassista dei The Bonnie Parkers/Turturros. Esibizione buona e carognita, forse ancora grezzi ma due-tre brani davvero gustosi. Mi raggiungono anche Aguirre, Morrisensei e la neonata nerd Chiara Colli, mentre io cerco di intrattenere un’amica, che vorrebbe andare a dormire ed è invece costretta a stare con me, spiegandole le meraviglie del Mads e dei Peawees. Non capirà e si addormenterà lo stesso. Pazienza.

I Peawees si presentano sul palco con un look personale, niente carnevalate, anche se il bavero rialzato del bassita fa molto Joe Strummer. “Un-du-tre-quattr” e via iniziano le danze. Ci vuole poco a capire che i Peawees sono di un’altra pasta, altra scuola, altro modo di stare sul palco, di intendere il r’n’r. In una parola sola: grandiosi. I brani filano via che è una bellezza, sono tutti belli, così come il modo semplice di stare sul palco. Grasse schitarrate, cori rigonfi e brani come ‘Wild About You’ che fanno la gioa di chi come noi ama questo genere di punk rock, con tanta melodia ma anche energico. I riferimenti? Boh cercateli in casa nostra una volta tanto, nei Retarded ad esempio. Qualche ragazzino si esagita troppo e poga in maniera da rovinarmi un po’ il concerto. Il capo banda di questi sarchiaponi si toglie la felpa e si capisce tutto. Una orripilante t-shirt dei Guns ‘N Roses è la causa della loro demenza. Ma ai Peawees la cosa sembra non dar fastidio e il concerto scivola via bene. Dannatamente bene. Qualcuno che li conosce meglio di me mi ha detto che non è stata una delle serate migliori e che ieri sera erano un leggermente fiacchi. Mi fido di lui ma per me, essendo la prima volta, è stato un gran concerto. Punk rock in your face and obey The Ramones!

Dante Natale

3 COMMENTS

  1. Contrariamente a quanto dice il sommo Dante, io nei Peawees ci ho sentito anche del soul e del folk americano. Non accetto obiezioni. 😀
    Ciao, Serena

  2. a dante ma te la odi poprio la gente che balla eh? aò alla fine che cazo te frega imbruttisci a tutti no???
    comunque i mtallari medi sono la rovina della musica, meno male che ai concerti i solito no ci vanno

    cristo che merda i metallari

  3. Ma no, è che erano fuori luogo. Il mosh piace anche a me ma lì non c’entrava nulla. E poi se ti vengono addosso e tu non hai voglia mi dà sempre al cazzo. Sei tornato piuttosto?

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