Peaches @ Circolo degli Artisti [Roma, 23/Settembre/2006]

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Vabbè, la clamorosa sfiga che ha colpito gli organizzatori lo scorso anno deve aver sicuramente reimpostato la loro tradizionale predisposizione a scegliere grandi spazi all’aperto. Questa edizione però, Enzimi pareva proprio poco Enzimi. Il fatto che il tutto fosse dislocato in diverse aree tra S. Lorenzo & il Circolo, che si pagasse l’ingresso e che il battage promozionale sia stato meno capillare rispetto al solito facilitava questo tipo di considerazioni. Più che altro, pensare che fosse proprio Peaches poi il piatto forte dell’edizione di quest’anno faceva presupporre che la sfiga (con o senza esse, visto il personaggio) si sia riproposta alla grande anche in questa occasione. Il pubblico però, almeno nella serata di sabato ha partecipato come neanche si trattasse di riempire il Flaminio, e già intorno alle nove abbiamo dovuto pazientare a lungo prima di poter prendere il biglietto e dirigerci giulivi verso una gustosa pizzeria. L’acceso dibattito con il Sensei e l’indomito Aguirre sulle virtù del tamarindo siciliano e su cosa debba attendersi un uomo di razza bianca caucasica, quando la propria ragazza parte per Londra a trovare l’ex, ha suscitato code polemiche e interventi un po’ da tutti i tavoli. Così quando ci siamo decisi a scavalcare la massa umana scomposta di fronte a via Casilina vecchia 42, il gruppo spalla si stava già facendo la doccia e Miss Merrill Nisker era già abbondantemente denudata e più che intenzionata a focalizzare il centro dei suoi discorsi su l’uccello e passere. Un po’ come Piero Angela in una puntata speciale sul Cardelius Spinus Lucherino.

Vi ammettiamo che abbiamo un attimo rimandato il momento dell’acquisto del nuovo CD, quindi è stato abbastanza traumatico scoprire direttamente dal vivo l’impronta meno electroclash e più hard-truzzo-rock di ‘Impeach My Bush’. Più che altro con quelle distorsioni eravamo abituati a vedere i video di Kiss e Motley Crue con donzelle in bikini sullo sfondo mute e sottomesse pronte a muovere il culo a comando. Stasera è come se queste tre donzelle realmente avvelenate (più JD Samson, tastierista de Le Tigre) reclamassero giustizia per tutte le pin up silenziose dei video metal scoattandosela con le chitarrone e reclamando un adeguato movimento di cazzo! Parole loro. Come abbiamo sentito più volte nelle interviste dalla stessa Peaches infatti “Per ogni donna che sale sul palcoscenico ci sarà sempre qualcuno giù in platea pronto a gridare ehi, bella, muovi le tette, muovi il culo! Beh, io sono quella che sale sul palco e grida a quel tipo: ehi, bello, muovi il tuo cazzo! Non è femminismo, è semplicemente libertà, energia, è rock’n’roll. E’ divertimento”. Di divertimento stasera ne abbiamo assaporato fin troppo. Non sappiamo però quanto possa essere genuino, da parte sua, lo spasso di agitare tutte le sere un enorme fallo gigante sopra il pubblico. Di sicuro lei, almeno in questa occasione è stata realmente ‘gnurante. Quasi da sembrare la versione femminile da rivista di moda patinata di quell’altro genio di Andrew WK. Il pubblico comunque pare aver gradito, ma spesso abbiamo avuto la sensazione che la musica sia passata clamorosamente in secondo piano. Come se aleggiasse a lungo, in tutta la sala, solo la spasmodica attesa che lei facesse vedere le tette. In certi momenti è stato come stare a fianco di gente che ha la pazienza di vedersi due puntate di fila di quella cagata di ‘Sex And The City’ solo per vedersi mezzo secondo di Bernarda o sentir donne parlare alacremente di pompino. In fin dei conti però, visto che lei lo cita sempre a sproposito e ci ha anche collaborato in un pezzo di ‘Fatherfucker’ sarebbe meglio che, a proposito di vera irriverenza, tornasse a lezione da Iggy Pop, visto che anche a livello fisico (lei è decisamente appesantita) il nostro, al triplo dei suoi anni, le rompe clamorosamente il culo.

Federico Vignali

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