Paper Pop And Sound @ Circolo degli Artisti [Roma, 27/Maggio/2007]

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La fortuna a volte attende dispettosa dietro l’angolo. Nel caso del protagonista di queste righe, la fortuna è aver trovato un comodissimo angolo pieno di amici. Che in una domenica calda, e solo per un attimo minacciata da uno stormo di nuvole grigio cenere, si sono ritrovati festanti all’interno del Paper Pop And Sound. L’occasione nell’evento. Dopo il marzolino e riuscitissimo Independent Pop Couture l’intensa passione della Lenti Eventi trasmuta nuovamente in una serata da ricordare. Dove la parola POP assume il profumato aspetto della carta. Che arreda. Diverte. Si fa colorare, leggere, disegnare. In mezzo a variopinti stand di accessori genialmente naif, di t-shirt qualitativamente superiori, di compact disc non banali, di libri, di pastelli, di ricordi. Il Paper Pop And Sound è il riflesso della propria cameretta. Che per quasi tutti ha rappresentato il rifugio trasognato e sognante. Pareti rivestite dove appendere bigliettini, pagine di diari invecchiati troppo presto, poster un po’ storti per colpa di quello scotch da due soldi, la foto di un ragazzo, il profumo di una ragazza lasciato assorbire da un nastro per capelli, uno specchio per ricordarsi di crescere. Ecco. Più o meno ci si sente così ad entrare nella saletta del Circolo degli Artisti. E con quell’animo che racconto quanto segue.

Arrivo stranamente in ritardo. Con Aguirre, Nico l’inglese e la sua compagna. A ganasse piene di pasta piccante e spicchi di pizza trovo 2/4 dei Thrangh (che diverranno presto 3/4), Manni, il Gherardi, capelli rossi e affiliati di sangue. L’aperitivo domenicale del club romano è nel vivo dell’andirivieni degustativo. Conviene spostarsi in un tavolo più capiente. Espropriamo alcune decine di sedie verdi che ben si mimetizzano con il prato. Al centro del giardino ora campeggia l’enorme tavolo nuziale dove attorno stiamo proliferando come ricci della Papuasia tenuti per due anni in astinenza punitiva. Ci vorrebbe una ripresa dall’alto. Una foto satellitare che certificasse che la festa è davvero una festa. Mi convinco della mia età compiuta. Ma mi sento come il bambino raffigurato sulla locandina dell’evento. Occhi chiusi ad immaginare un mondo dove far atterrare l’aeroplanino di carta. Partono le prime bottiglie di vino rosso sangue. I primi brindisi all’anno nuovo (il mio). Aguirre dotato di ispida barba dalle ore piccole comincia a percorrere il suo personalissimo sentiero alcolico che lo condurrà ad un finale fatto di telefonate alla povera Magma e di proclama nazional-popolari senza baffi.

Intanto è ora di mettere un po’ di musica. Nel salire la scala della consolle ci si sente come Wanda Osiris. Moira Orfei nel momento di scenderla. C’è tanta gioventù. C’è movimento. E’ l’ora dei veneti Gonzo 48k che arrivano a supporto di un bellissimo “Hi-Fi Lovers” fuori per Pippola Music. Il duo di Rovigo mescola l’elettronica al dream pop. Il gusto della melodia ad atmosfere baciate dalla brezza nordica. Torno fuori perchè due punti cardine del mondo nerdico hanno inaspettatamente trasportato a spalla una meravigliosa torta. Hag e Watt dispensano sorrisi. C’è anche una bottiglia di suadente T-A-M-A-R-I-N-D-O. Non c’è l’odiato cioccolato. Ma c’è l’immagine del Sensei che campeggia al centro di uno spettacolare millefoglie. La guardia è montata da fragole obese che fanno della squisitezza la loro arma migliore. Tutto viene bagnato con del Prosecco della casa. Servirebbe un rastrello da giardino per sminuzzare in parti uguali l’enorme prelibatezza. Mentre vengo osservato da una pila di libri di fresco scartati giunge la famigerata paletta da dolce. Ora somiglio all’assessore Tamagna alle prese con l’inaugurazione di una nuova ala del Circolo. Come potrò mai ringraziare tutti? Pausa.

Tra i Gonzo 48k, accolti calorosamente dal pubblico, e gli spagnoli Linda Guilala c’è spazio per qualche altro pezzetto musicale. Poi è la volta del duo di Vigo (ex Juniper Moon) che presto debutterà per la madrilena Elefant Records. I nostri colmano il vuoto mediterraneo dell’etereo twee pop di marca scozzese. Un piccolo viaggio retrò che entra perfettamente nella stanza dell’adolescenza. Fa caldo. Incontro alcune delle nuove facce e penne nerdiche. Scatto foto. Mentre Aguirre prosegue l’opera di destrutturazione del mondo che lo circonda. Che poi è fatto di citronella. Di pozze di citronella dove alcuni riescono addirittura ad immergere piedi e caviglie. Quando i Linda Guilala terminano il set, passo venti minuti di musica shakerata, random e possibilmente movimentata. Un plauso a me stesso per aver “suonato” Violent Femmes e Yoko Ono. Ci tenevo. E’ il momento della pratica finale. Cominciare a salutare. Ma prima ricevo un ennesimo regalo. Preparo il pollice verde e acquisisco nozioni di giardinaggio per ritrovare il karma. Le mie adorate chupa chups colpiscono nel segno. Meglio d’un quartetto d’archi. E’ tempo di riportare a casa il corpo provato di Aguirre. Di scaldare il cuore. Di chiudere a chiave un altro anno. Di pensare a domani.

Ma non c’è celebrazione senza ringraziamenti. Per questo scelgo un elenco, scusandomi anticipatamente con tutti coloro che dimenticherò per raggiunti limiti di età. E non dimenticate mai che la fortuna, dopo tutto, è sempre dietro l’angolo.

[In ordine sparso]
Lenti Eventi, i sorrisi di Laura, Francesca, Claudia e Barbara, Michele, il Castro, Raniero, il Circolo al completo, Dante, Mary, Daniele, Emanuele, Gabriele & Lula, Fabrizio & Silvia, Alessandro e la sequoia, Cecco Stappa, Nico & Chiara, Aguirre The Great, Simona ed il suo lui, Simone l’estone, Leonardo, Flavia, la citronella, Valentina Catalucci, il dalmata, gli sponsor tecnici e tattici, Gianluca Diana, il prode Fulvio ed il suo zaino, le mani strette, il bagno delle donne, il tappeto, il pasticcere, il tamarindo gassato, il rastrello ed il guanto, gli assenti giustificati, il Sensei spirito guida, la vita.

Emanuele Tamagnini

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