Paolo Benvegnù @ Circolo degli Artisti [Roma, 29/Marzo/2008]

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Paolo Benvegnù e la sua band salgono sul palco e senza alcuna esitazione danno vita ad una pulsazione intermittente di emozioni. L’incipit è affidato a ‘La Schiena’, che trova il culmine nel climax cantato-urlato di Benvegnù, un sorta di “invito al viaggio” contro la stasi etica dei nostri tempi. Nell’atmosfera c’è pathos da fendere l’aria. Si prosegue con ‘La Distanza’, ‘Nemico’ e quasi tutti i pezzi contenuti nell’ultimo album intitolato ‘Le Labbra’. Poi eseguono: ‘Cerchi Nell’acqua’, giusto un assaggio del passato di ‘Piccoli Fragilissimi Film’. Gli archi campionati e anche suonati sono umanizzati in un intercalare ora doloroso ora aperto alla speranza. La voce di Paolo vagamente rauca, a tratti, è ancora più pregna di colori. Vogliamo sottolineare che la band tutta e il suo autore non deludono le aspettative cariche di chi ha ascoltato l’album, sono forse migliori sul palco che nel già riuscitissimo lavoro di studio. Concludono il live con ‘Suggestionabili’, sempre dal precedente album ed è il delirio da parte della platea completamente presa e innamorata di Paolo Benvegnù, della sua poesia e del suo darsi in pasto al pubblico. Acclamati a grande richiesta rientrano sul palco per un bis che si apre con un pezzo storico del loro repertorio: ‘Quando Passa Lei’. Paolo scherza e presenta i musicisti validissimi che hanno dato vita ad un ensemble così affiatato e così ben articolato. È un intrattenitore divertente quando comincia a farfugliare volontariamente dicendo di essere finlandese, ironico nel suo essere così elegante ma senza prendersi troppo sul serio nel senso migliore del significato. L’intimismo iniziale lascia spazio alle chitarre più rock e distorte, alla ruvidezza della malinconica disperazione e apre uno spiraglio su ‘Il Mare Verticale’. La pacatezza dell’anima, la catarsi, è compiuta. Come ha dichiarato Benvegnù stesso è stato un “concerto di parola” principalmente e non possiamo che essere d’accordo con lui. Nonostante i problemi tecnici, la corda della chitarra che si è rotta inopinatamente e qualche impasto sonoro dovuto all’acustica del luogo, è stata una prova appassionata, vibrante di poesia. Siamo convinti che non siano i problemi tecnici a fare un grande concerto, ma un uomo e la sua band. Nudi sul palco, indossano abiti d’autore: parole e musica.

Mariagloria Fontana

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