OJM @ Jailbreak [Roma, 5/Gennaio/2007]

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Ogni volta che sento dire frasi come: “ah ci vuole un po’ di sano rock’n’roll”, “ora una sana lezione di rock’n’roll non ce la toglie nessuno” mi viene il mal di fegato. Non ne posso più, vorrei sempre rifilare un calcio alle granseole a chi se ne esce con queste frasi abusate e invece, Dio santo, oggi devo usarla anche io perchè gli OJM hanno dato davvero spettacolo di… ehm… sano e onesto rock’n’roll proprio come un tempo, quando da adolescenti ascoltavamo i primi Motorhead e scoprivamo entusiasti la furia dei Blue Cheer. [Veniamo a noi]. Inauguro l’Anno del Signore 2007 proprio con OJM e Tom Bosley. Quest’ultimi sono un gruppo di Avellino di cui ignoravo l’esistenza. Hanno da poco inciso un EP per la Garage Records e il nome della loro etichetta dice tutto sul genere prodotto. Quando hanno annunciato il moniker ho pensato che…”auhm però devo averlo già sentito” poi m’è venuto in mente che Tom Bosley era l’attore che interpretava il padre di Ritchie Cunningham in “Happy Days”. Passando alla musica i ragazzi hanno offerto una mezz’oretta pefetta di psycho stoner tra Fu Manchu, Nebula e Monster Magnet. Pezzi tirati, abrasivi e grassi di rock’n’roll su cui ha spiccato l’ottima “Arnold’s March”, picchiata e colata a fuoco sui presenti. Complimenti davvero. Anche per lo stile, niente narcisismi, niente chiacchiere. Musica e basta. Veniamo alle star della serata, gli OJM. Ricordo di averli visti due anni fa, circa, di supporto ai grandiosi Gorilla al Circolo degli Artisti e mi fecero un’ottima impressione ed ecco perchè sono ritornato a vederli: volevo gustarmerli in un concerto tutto loro. La band trevigiana ha da poco pubblicato il nuovo disco per la Go Down Records, “Under The Thunder”, prodotto nientemeno che da Michael Davis (MC5 per gli ignari)! Come si commenta un concerto degli OJM senza girarci attorno e far uso di paroloni, perifrasi, metafore, subordinate, coordinate? Beh semplicemente dicendo che è stato un grande calcio in culo! La loro pastura di Blue Cheer, Hawkwind, Grand Funk Railroad, Fuzztones è in grado di atterrare tutti. Veloci e rabbiosi, con un suono puzzolente di piscio hanno scatarrato tutta la loro energia senza limitarsi un attimo. Anche nelle parti più lente e psichedeliche non hanno mai annoiato, basta la semplicità di un arpeggio di basso o di un tocchetto di chitarra a tenere sempre vivo l’interesse. Gli OJM fanno tornare in auge anche un momento che negli anni 70/80 era un classico dei concerti e che oramai è caduto in disuso, cioè l’assolo di batteria al quale collabora anche il chitarrista che si mette a pestare come un selvaggio australopiteco su un timpano di scorta. Furibondi, tutti e tutto! Non vedo crepe nel loro suono e nella loro esibizione, certo avrei preferito che il cantante fosse stato meno rockstar e non avesse tenuto certe movenze e certi atteggiamenti… ma sono dettagli. Quello che conta è la musica, sempre. Rispetto assoluto.

Dante Natale

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