Offlaga Disco Pax @ Brancaleone [Roma, 19/Aprile/2012]

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Le storie di Max Collini, sono surreali eppure straordinariamente credibili, è il suo sguardo perso nei ricordi a renderle vere, a farci capire che sono realmente successe, a trasportarci nella commozzione drammatica di ‘Cioccolato I.A.C.P’, o nelle spiritate veemenze di ‘Tono metallico standard’. Storie di Emilia rossa, di un tempo in cui in italia c’era una sinistra. Portano in giro il loro terzo lavoro appena pubblicato e da qualche anno vanno avanti dritti per la loro strada con una ricetta che funziona, anche se non gli permette di poter campare di musica (l’altro lavoro del cantante è ben spiegato nella traccia che chiude il disco e il concerto: ‘A pagare e morire’). Sul palco dell’affollata sala interrata del Brancaleone troneggia il loro solito totem di feticci in cui possiamo distinguere il Toblerone, il modellino della Golf, la talpa peluche, a altre mille cose protagoniste o antagoniste delle loro storie. La parte destra assegnata ai sintetizzatori vintage di Enrico Fontanelli (che indossa la maglietta di Aphex Twin) tra cui un CasioProdigy con uno nastro adesivo piazzato a dovere diventa Casio ”Prodi”. La parte sinistra invece compete alle chitarre e ai bassi capovolti del mancino Daniele Carretti.

Tra le canzoni ci sono tante cose del nuovo disco e qualche ripescaggio dai due precedenti, com’è ovvio che sia tante belle cose restano fuori, il pubblico “disciplinato” come dice Collini, apprezza senza particolarissimi slanci, e ognuno sembra più proiettato personalmente nelle emozioni evocate dal trio reggiano che coinvolto in una condivisione sociale. I beat sintetici vengono accompagnati e scanditi da immagini di righe colorate orizzontali che si muovo a tempo sui due teleschermi e sulle proiezioni a muro, e al pubblico in maggioranza abbastanza grande, ricorderranno le schermate di caricamento delle cassette dei commodore 64. 14 canzoni per circa un’ora e mezza di concerto. Poche curiosità da segnalare, una su tutte in ‘Tono metallico standard’ Max Collini scandisce col labiale “Negramaro” al posto di “Julie’s haircut” nel posto dove sarebbe il bip messo a censurare il nome del gruppo il cui cantante gestiva il negozio di dischi. Personalmente metto tra le mie preferite del disco nuovo e tra le esecuzioni più apprezzate stasera ‘Sequoia’ introdotta con: “La coscienza di classe è una questione elementare. Da prima elementare!”. E un bel monito sul finale: “Chi non compra i nostri dischi 6 mesi nelle risaie in Cambogia… con Capezzone!”, disco disponibile al banchetto dove a fine concerto Collini da appuntamento per autografi e strette di mano, anche in versione vinilica: 20 euro, contro i 10 euro del CD: Un bel terzo capitolo, che non delude l’attesa, cosi come al ritorno nella notte piovosa di Roma capisco che nel loro raccontare senza voler strafare parti di vita vissuta gli Offlaga Disco Pax dal vivo non deludono mai.

Giovanni Cerro

Setlist
Palazzo Masdoni
Respinti all’uscio
Lungimiranza
Dove hai messo la golf?
Piccola storia ultras
Cinnamon
Parlo da solo
Cioccolato I.A.C.P.
Tono metallico standard
Sequoia
Tulipani
Onomastica
Robespierre
(encore)
A pagare e morire…

Produzione Ausgang