Obiat + Black Land + godWatt Redemption @ Sinister Noise Club [Roma, 30/Ottobre/2009]

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Un’altra. Ancora un’altra. Un’altra band muscolosa che va a rinfoltire la lista di gruppi stoner acid rock che tutta Europa ci deve invidiare. Loro sono i godWatt Redemption e stavolta parlerò quasi esclusivamente di loro nonostante siano stati il primo di tre gruppi. Al Sinister Noise va in scena la musica di pietra, quella che fa male. Quando entro sento le prime note di ‘South Of Heaven’ dal dj, sapori di casa, di quando avevi 14 anni, che fanno sempre bene, scendo dabbasso e mi trovo davanti i godWatt Redemption che sono tre, tre di Frosinone. Pacche di cemento e fuzz ci si spiaccicano addosso, pestano e suonano, suonano e pestano sugli strumenti, corposi ed eruttivi. Nella sola misera mezz’ora concessagli sbaragliano tutta la concorrenza di stasera dimostrando di avere classe, tecnica ed umiltà. L’ultimo brano eseguito quasi faceva gridare al miracolo con tutta la gente a staccarsi il collo dalla nuca. Band superiore. Onore ai godWatt!

La seconda band della serata si chiama Black Land, praticamente i 3/4 dei Doomraiser con gli strumenti cambiati. Il batterista passa al basso e il cantante alla batteria. Inoltre c’è il nuovo chitarrista, che qui riveste anche il ruolo di cantante. Anche per loro mezz’ora di concerto. L’inizio è plumbeo e conoscendo i Doomraiser non che mi aspettassi altro, ma è solo una lunga intro perchè la musica è decisamente diversa dalla band madre. Lunghe cavalcate psych acid rock, disturbate e malate, pezzi che vanno in levare e che son veloci. Peccato per il cantato che si sentiva davvero poco. Ottimo l’ultimo brano strumentale, melodico all’inizio nel riff e poi totalmente drogato nel finale. Non sono un progetto “passatempo”, anzi. Da rivedere al più presto.

Ora è il turno degli headliner della serata, gli Obiat. Gruppo di base in Inghilterra (ma con cantante ungherese, bassista italiano e chitarrista polacco) tre dischi per la Small Stone Records, etichetta che pubblica anche Solace e Los Natas. Però, il confronto con i nostri gruppi è stato impietoso. Band di tutto rispetto per carità, ma i GR e i BL sono stati un’altra cosa. Certo, non che il loro genere sia tanto semplice. Sono molto più ostici all’ascolto, più psichedelici e lenti ma non mi hanno lo stesso convinto. La noia inizia a saltarmi addosso abbastanza presto, dopo solo tre brani, peccato, speravo fossero molto più coinvolgenti. Alla fine nessun problema e nessuna competizione, tutti amici, tutti fratelli e giù un’altro amaro Nerone, l’amaro di Roma che ti uccide la mattina dopo.

Dante Natale

4 COMMENTS

  1. Personalmente ho trovato l’esibizione degli Obiat eccezionale, di grande impatto: un vero e proprio muro di suono. Batterista potente e preciso, basso mai banale, chitarra piena e voce ipnotica (purtroppo un pò penalizzata dall’ acustica. In conlcusione li ho apprezzato molto il loro inceder ipnotico e magnetico, che ti prende piano, fino ad avvinghiarti del tutto.

    Torvi saluti,
    Mirko.

  2. Ciao! c’è da fare una precisazione sulla recensione dei Black Land, il nuovo chitarrista (che sarei io) non riveste il ruolo di cantante, ci pensa Willer per quello che tra l’altro è uno dei fondatori ed ha sempre cantato!

    Grazie per gli elogi!
    A presto

    Manuele “CATENA”

  3. Sì, forse non si capisce da come è scritto(a me pare di sì però) ma ho detto quello che hai detto tu. Che cioè il cantante/chitarrista dei Black Land è anche il nuovo chitarrista di Doomraiser. Ma non il cantante.

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