Nothing @ Teatro Quirinetta [Roma, 5/Novembre/2014]

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‘Guilty Of Everything’, l’album che ha rivelato al mondo gli americani Nothing, è stato uno dei dischi più interessanti ascoltati nel corso del 2014. 9 tracce derivative, sia chiaro, ma scritte magistralmente e capaci di convogliare shoegaze, dream-pop e scorie emo in piccole gemme che hanno accompagnato lo scorrere di questi mesi. Freschi di uno split con i Whirr – band di cui è parte significativa il bassista stesso dei Nothing Nick Bassett – i quattro di Philadelphia approdano nella Capitale in una serata strana nella quale la Roma, strapazzata per 1-7 all’andata, perde 2 a 0 a Monaco di Baviera e la città attende con ansia l’arrivo di una clamorosa “bomba d’acqua” (chissà chi avrà mai coniato quest’espressione). Per queste ragioni il pubblico che accoglierà i Nothing non sarà dei più numerosi (una cinquantina d’unità in tutto), complice anche il cambio di venue dell’ultim’ora che vede il concerto traslocare dal ben noto Circolo degli Artisti – sottoposto in questi giorni a lavori di manutenzione straordinaria – al Teatro Quirinetta, in pieno Centro Storico, a pochi passi dalla Fontana di Trevi. Nel caos generale, l’occasione propizia per addentrarsi in una zona spesso dimenticata da spettacoli musicali e per (ri)scoprire un luogo inedito per i concerti (lo show di Erlend Øye la sera antecedente ne ha rappresentato, a quanto ne sappiamo, l’esordio come venue concertistica). Che sia finalmente arrivato il momento di vivere anche nottetempo il centro di Roma sotto una veste inconsueta, vicina a quanto accade nelle altre capitali europee? Ce lo auguriamo di cuore.

Dopo l’apertura affidata ai Last Movement, trio psych/shoegaze romano a cui manca sempre quel nescio quid (originalità? freschezza?) per diventare una delle nostre band preferite, alle 23.15 salgono sul palco i quattro americani: il bassista Nick Bassett – tatuaggio con il faccione di Morrissey sull’avambraccio sinistro a spiegare tutto – al centro, alle sue spalle il dinamitardo batterista Kyle Kimball, a destra e a sinistra rispettivamente Dominic Palermo e Brandon Setta (entrambi voce e chitarra). Come la lezione dei My Bloody Valentine impone, l’epica dei Nothing è tutta incentrata su un monumentale wall-of-sound all’interno del quale si perdono voci sognanti. A questa gloriosa tradizione la band affianca una scrittura degna dell’emo americano di metà anni ’90 nonché deviazioni post che vedono i Jesu tra i primi numi tutelari. Una proposta di cui ci si può innamorare con facilità, a patto di poterne cogliere a pieno ogni singola sfaccettatura. A causa di alcune imprecisioni nella gestione dei suoni e dell’acustica generale la fruizione non avviene nel migliore dei modi, con la batteria a dominare sul resto nelle prime battute e una certa confusione nei volumi che sicuramente ha confuso quanti non hanno interiorizzato a perfezione il disco. Cionondimeno, lo show dei Nothing è di grande intensità e spettina gli astanti con la sua onda d’urto. Su tutto, è il batterista a sorprendere per precisione e impatto, mentre al contrario dobbiamo rilevare alcune imprecisioni da parte di Bassett alle quattro corde. C’è spazio anche per ‘July The Fourth’, uno dei brani del nuovo split, mentre il resto della scaletta sarà ad intero appannaggio di ‘Guilty Of Everything’. Sarà anche la suggestione creata da una maglietta al merchandise che ricalca la copertina di ‘Bleach’ dei Nirvana, ma in sede live viene fuori una dimensione grunge che su disco invece è molto meno apprezzabile. Da parte della band, infine, c’è da rilevare una generale attitudine scazzata: non si riesce a creare nessuna sintonia con il pubblico. Delusione per il modesto numero di presenti? Può darsi, ma ci saremmo aspettati qualcosa in più in tal senso. Sarà anche per questo che, dopo i 50 minuti di concerto e la grande assente ‘Endlessly’, la band si accommiata con freddezza e i presenti rispondono con altrettanto freddi applausi, senza alcuna richiesta di bis. Un po’ di passione e di partecipazione in più da parte dei membri del gruppo, forse, avrebbe giovato maggiormente al risultato complessivo dello show. Ottima band, i Nothing, ma il live romano li fa uscire un po’ ridimensionati ai nostri occhi. Staremo a vedere, ma col cuore siamo dalla loro parte.

Livio Ghilardi

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