Norma + Fru!t @ Sinister Noise Club [Roma, 22/Dicembre/2006]

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E’ il battesimo nerdico del nuovo club romano Sinister Noise. C’è dunque tanta curiosità mista ad eccitazione giovanile tra la piccola ma nerboruta rappresentanza di questo oramai leggendario sito in b/n. A scomodare cotanto interesse una serata a doppia mandata: Norma e Fru!t. Due delle formazioni capitoline più interessanti e navigate. Il locale su due livelli è accogliente. Caldo, colorato, curato. Nulla è stato lasciato al caso, compresa una programmazione magister che germoglia costantemente degna della vostra viscerale attenzione. L’affluenza è buona con facce note e vecchi amici che è sempre piacevole rivedere. I Fru!t sono un trio cupo, potente ma altamente melodico nelle digressioni di calma apparente, nei momenti di stasi fluida in cui riescono a coinvolgere e rapire l’ascoltatore. Caterpillar, Hal e Stax. Batteria, chitarra e basso. Tre punti cardinali ad unire idealmente la Londra pessimista dei mai dimenticati God Machine depurati dal nichilismo e tradotti come Sophia, le Fiandre francofone dei maestri dEUS e le asperità eiettate dal rullo compressore californiano Deftones. “I’ll Kill You Anyway”, “Come Home” e “Doll” testimoniano le derivazioni ma anche la padronanza di una band “triangolare” che ammanta l’atmosfera di sibili wave in quache frangente nero. Alternanza al cantato, omaggio ai Kraftwerk ed un’ottima uscita di scena. Aspettiamo “Sacred And Propane”. E dei Fru!t ne riparleremo. Dopo un corroborante quanto fresco succo all’ananasso di stagione sorseggiato in compagnia del sempre attivo amico/collega Gianluca Polverari è il momento di scendere ancora le scale. I Norma appartengono alla storia underground della città. Essendo nati dalle ceneri degli Atom Pig Neon e dei D.U.S.K. quando ancora in giro il post rock era solo qualcosa di impalpabile che aleggiava svagato nell’aria. I quattro all black sono compatti. Linea d’orizzonte A Perfect Circle naturale evoluzione dalle diluite partiture che portarono Louisville al centro del mondo. Congestioni math (nessuno dimentichi i Rodan), accelerazioni di puro granito che fanno sembrare le colonne del Sinister Noise di scadente cartapesta. Tra “Macula” e nuove ambientazioni. Tra il recente passato ed un (atteso) prossimo futuro. Amron chiama pianeta Terra. Rispondete.

Emanuele Tamagnini

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