No Age @ Circolo degli Artisti [Roma, 21/Ottobre/2013]

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Ok, qualcuno là fuori odia i lunedì, un tale (eh, anzi: “eeeeeeh!”) ci ha scritto pure un’ode riguardo al ribrezzo verso il primo giorno della settimana. Però in un ottobre già agli sgoccioli e ancora così caldo, serate incluse, in cui dovrebbe esser un piacere a prescindere portare il culo fuori dalle proprie case anche solo per far due passi, fa proprio tristezza vedere il Circolo quantomai vuoto per un concerto invitante e accessibile. Forse ai No Age stessi è andata comunque bene così visto che ci hanno tenuto a ricordare del precedente concerto all’Init anni addietro con cinque anime ad accoglierli, certamente è meglio la sala mezza piena di stasera e allora viva i pochi ma buoni e presi benissimo dal ritorno del duo losangelino. A riscaldare lo sparuto pubblico ci pensa un altro duo, i romanissimi Trouble vs Glue: synth punk movimentato, a pelle gradevoli, segno tra i futuri ascolti. Largo a Randy Randall e Dean Allen Spunt. La premessa doverosa è che appartengo a quella schiera di ascoltatori che dei No Age hanno apprezzato soprattutto le  i primi due lp ‘Weirdo Rippers’ e ‘Nouns’ (quest’ultimo comprato al banchetto merch in splendido formato vinile) e non mi sono invece troppo esaltato per le ultime due release, ‘Everything In Between’ e il nuovo ‘An Object’, comunque oneste ma più deboli per me che preferivo le loro sfuriate senza fronzoli ai feedback: agli scettici come me consiglio un concerto dei due, ogni riserva non potrà che cadere prestando gentilmente i vostri padiglioni auricolari che vi verranno restituiti assolutamente devastati dopo opportuno passaggio in frullatore pieno di nobiltà punk à la Husker Du e Minutemen e muri sonori che guardano nella direzione dei My Bloody Valentine, pesantemente influenzati dalla variabile indipendente del fattore dal vivo, particolarmente incisiva nel caso dei No Age. Soprattutto i brani di ‘An Object’ più riconducibili a Shields e soci ci guadagnano in potenza e spessore e figuratevi pezzi già più tirati come ‘Circling With Dizzy’ piazzati in pieno stomaco in apertura e tanto per chiarire che serata sarà: suoni di chitarra già graffianti e ulteriormente amplificati rendono infinitamente di più, assieme alla furia scatenata sui tom da Spunt, a voler ritirare fuori un motto caro a questo pagine dalla recente stagione estiva direi che “non si sentono le voci!” o quasi ma il tutto concorre a rendere perfetto l’art punk sperimentale dei due, con tanto di apprezzata parte centrale del set senza batteria, con Spunt che abbraccia il basso per un trittico di brani dal nuovo album tra cui ‘I won’t be your generator’. Con le orecchie a quel punto già provate e fischianti e pieni di giustificato entusiasmo, il livello massimo di esaltazione per un concerto dalla media comunque altissima arriva in coda, quasi una gara tra i due a portare ancora su i volumi e a velocizzare brani al fulmicotone come ‘Eraser’ e ‘Miner’ su cui mi concedo un urlo liberatorio partito dalle viscere. Tanto chi mi avrà sentito?

Piero Apruzzese