Nikki Sudden @ Circolo degli Artisti [Roma, 30/Novembre/2004]

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In una serata ad ingresso libero capita che al “prezioso” Circolo degli Artisti si trovi uno degli artisti inglesi di maggior culto in senso assoluto. Per tutti coloro (spero vivamente pochi) che non conoscono la genesi della new wave, va ricordato che il signore in questione insieme al compianto fratello Epic Soundtracks, diede vita ad una delle più INFLUENTI formazioni post punk wave del periodo: i Swell Maps. Tre album all’attivo tra cui il debutto straordinario – ‘A Trip To Marineville’ del 1979 – autentica summa sperimentale della loro concezione musicale (vedi i loro scolaretti Sonic Youth e Pavement ad esempio). Dissolto il gruppo quasi a metà anni ’80, Soundtracks raggiunge i Crime & The City Solution, Jowe Head i Television Personalities (che bravi!) e Nikki Sudden fonda dapprima i Jacobites (quattro album di rock velvettiano decadente) e poi avvia una carriera solista da autentico troubador. Superata la morte del fratello nel 1997, Sudden è oggi un beautiful loser, con i suoi amici di sempre (Last Bandits) torna a girare l’Europa a supporto del nuovo intimo ‘Treasure Island’ al quale hanno collaborato calibri di Mick Taylor (ex Rolling Stones) e membri di Dogs D’Amour e Waterboys. Il Circolo è pieno di astanti curiosi, astanti spaesati, astanti portati dall’amico dell’amica (ma quante ragazze ci sono!) e quelli over 35 che i Swell Maps e Sudden li portano tatuati sulla pelle. Il concerto è aperto dalla prova voce-chitarra di un giovine che si è fatto le spalle seguendo Sudden ovverosia Kevin Junior. L’audience non raccoglie in pieno le ballate folk rock dell’artista ma è ovvio che l’attesa è per Sudden che già da un’oretta gira beato tra lo stand del merchandising ed il bar. Dispensa saluti, fuma è allegro, disponibile… una sorta di fratello minore di Keith Richards (almeno nell’abbigliamento) e quando sale sul palco l’attacco diretto del suo robusto rock d’annata fa muovere anche le ragazze accorse solo per semplice caso. Il quartetto è ben oliato anche perchè alla chitarra solista c’è un certo signore che si chiama Darrell Bath, già al lavoro con Ian Hunter, Dogs D’Amour, UK Subs e tantissimi altri. Fuoco e fiamme dunque, come quelle che ancora ardono nelle vene di Sudden, artista da riscoprire, importante come quando 25 anni fa cambiava un pezzo di new wave. Che bello.

Emanuele Tamagnini

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