Nikki Corvette And The Romeos @ Freakout [Bologna, 23/Aprile/2013]

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Premessa: sabato sera, stesso locale, suona Ricky Rat, ex-Trash Brats, ex-stelle del bubblegum glam anni ’90 americano. Presenti al concerto: 5 persone. Stasera, martedì sera, stesso genere musicale, più o meno, almeno cinquanta persone. Boh! Solo perchè sul palco c’è una donna?
 In ogni modo c’è poco da fare, il rock and roll misto a ritornelli pop ha un fascino irresisitibile. Una vecchia malattia, quasi un morbo che mi fa brilluccicare gli occhi, chiunque (o quasi) ne sia l’artefice, ancora di più se si tratta di gruppi all female: Suzy Quatro, Joan Jett nel passato, Vibeke Vaugestadt, Helen Love, Miss Chain And The Broken Heels nel presente. Stasera c’è una vecchia gloria della Detroit ’77-’81 e cioè quella sexy figliuola di Nikki Corvette, autrice con la sua band di uno dei migliori album di power pop americano di sempre, oggi tornata con un nuovo progetto tutto italiano, con un solo singolo realizzato (‘He’s Gone’). 
Arrivo un po’ sul tardi e non riesco a vedere il gruppo spalla. Ce ne scusiamo.

All’inizio non sapevo chi fossero i componenti della nuova band di Nikki e quando riconosco il ciuffo di Henrè dei Peawees accordare la chitarra sul palco, mi frego le mani perchè ingenuamente credo che il gruppo spalla che ci doveva essere sia saltato ed abbiano chiamato la rock and roll band per eccellenza in Italia. Illusione finita subito perchè appunto Henrè fa parte dei The Romeos. Poco male. Scopro poi che gli altri componenti della band sono i due fratelli che fanno parte dei Miss Chain And The Broken Heels. Sempre meglio.
 Di Nikki e del suo faccino che lecca un gigantesco lollipop c’è solo il ricordo. Oggi è una donna ampiamente sulla 50ina, grassottella, bassa e con un sex appeal al di sotto delle aspettative tanto che appena inizia a suonare la trovo decisamente grossolana e fuori contesto. Son quasi lì per andarmerne ma per fortuna resto. In effetti questa era la prima data del tour e un po’ di ruggine era ampiamente preventivabile. Con l’andare del concerto la cara Nikki, supportata davvero da una band perfetta per il genere, si scioglie anche grazie a moltissima ironia,  sempre con il sorriso sulle labbra, iniziando così a snocciolare il suo repertorio misto a qualche cover, come ‘What Do I Get?’ che genera il solito entusiasmo da stadio. Ma è davvero bella la nuova canzone, ‘He’s Gone’, il singoletto fresco fresco e suonato per la prima volta oggi. Nikki si diverte, le ragazze con ciuffi, caschetti e code di cavallo anni ’50 si agitano a sculettare i sederini e a muovere le gambe. Pezzi del secondo progetto di Nikki quello denominato ‘…And The Stingrays’ (‘Back To Detroit City’, ‘Just Cant Say’) si alternanto a quasi tutto il primo disco, il suo fiore all’occhiello. I brani sono allettanti, ancora freschi, suonati e cantanti nell’unico modo che merita questo genere: sorridendo e divertendosi. Finisce con i bis e il classico ‘Drive Me Crazy’ a chiudere la serata. 40-45 minuti onestissimi che meritano tutti gli applausi che il Freakout riserva alla band. Al banchetto mi rimangono pochi soldini. Peawees o Nikki? Peawees o Nikki? Peawees.

Dante Natale