Nick Cave & The Bad Seeds @ Junge Garde [Dresda, 21/Giugno/2009]

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Sono circa le 19.30 quando supero i piccoli controlli di rito e faccio il mio ingresso nel suggestivo anfiteatro “Junge Garde”, immerso nel verde e nella bellezza del “Grosser Garten”, il giardino pubblico più grande di Dresda. L’inizio del concerto era dato per le 19 e così dev’essere anche stato, considerando che quando entro il gruppo spalla previsto per la serata, i berlinesi Les Hommes Sauvages, ha appena terminato il loro breve set. Faccio una fila interminabile per acquistare qualcosa da bere e mi piazzo abbastanza in alto, laterale. Apparentemente i migliori posti rimasti. Alle otto in punto Nick Cave e i suoi Bad Seeds fanno lo slalom tra i vari strumenti e si piazzano ognuno al loro posto, sul palco.

L’inizio è folgorante, sinceramente inatteso. Infatti, contraraiamente alle mie aspettative, che prevedevano un concerto molto incentrato sull’ultimo ‘Dig, Lazarus, Dig!!!’ con qualche concessione ai pezzi del passato, il concerto si apre proprio con uno di questi capolavori del passato. Devo aver fatto una faccia incredibile quando è partita la suggestiva ‘Tupelo’. Il pubblico fomentatissimo non attende molto e si alza di blocco, nonostante i posti a sedere non siano così scomodi. Inizia anche una migrazione verso i posti più vicini al palco, il che renderà facile un avvicinamento fino alle primissime file. Segue la title track dell’ultimo lavoro, ma si ritorna subito al passato con la bellissima ‘Red Right Hand’. Per tutta la durata del concerto, Cave suonerà il piano solo in un’occasione, ossia durante l’esecuzione di ‘Love Letter’. A dire il vero ci riproverà nel primo bis, che avrebbe dovuto essere ‘God Is In The House’, ma dopo le primissime note abbandona con un “Fuck it” il tentativo (verrà sostituita con una delle sue canzoni preferite, ‘Breathless’). Imbraccerà spesso la chitarra, ma si dimenerà soprattutto solo con il microfono, rovesciando non curante casse e spie, aste e leggii, dando un grandissimo lavoro ai tecnici sul palco. L’ormai 51enne cantante australiano non ha perso nemmeno una briciola della sua energia, e accompagnato da un gruppo di grandissimi professionisti regala oltre due ore di spettacolo assoluto, con una scaletta formidabile. Restano le sue movenze mefistofeliche, le sue espressione, la sua teatralità, ma soprattutto la consapevolezza di aver assistito al concerto di uno degli artisti più importanti degli ultimi 25 anni.

Emanuele Avvisati

Scaletta:

01 Tupelo
02 Dig, Lazarus, Dig !!!
03 Red Right Hand
04 Deanna
05 Midnight Man
06 The Ship Song
07 Henry Lee
08 Moonland
09 The Mercy Seat
10 Love Letter
11 There She Goes My Beautiful World
12 The Weeping Song
13 Papa Won’t Leave You, Henry
14 Stagger Lee
(15) God Is In The House (solo “accennata”)
15 Breathless
16 Straight To You
17 We Call Upon The Author
18 Jesus Of The Moon
19 Get Ready For Love
20 Lucy

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