Nebula @ Sinister Noise Club [Roma, 24/Ottobre/2008]

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Ci vuole amore per intraprendere per l’ennesima volta un tour di piccoli locali che non ti farà guadagnare un granché e non ti darà la sospirata fama cercata per anni. Ci vuole costanza per allestirsi da soli il palco serata dopo serata sistemando la strumentazione con la delicatezza che si riserva alle cose più preziose. È questo quello che più mi ha colpito del concerto del terzetto californiano; Eddie Glass, personaggio di punta dell’hard/psych, non ha mai cambiato rotta, si è dedicato con fermezza all’esplorazione dell’universo hard/space/psych senza mai cadere nella trappola della commercialità. Un musicista puro, che in vent’anni di carriera, prima con i granitici Fu Manchu, poi con i suoi Nebula, ha girato il mondo in lungo e in largo senza però ottenere i riconoscimenti economici che gli sarebbero in parte dovuti. La band che si esibisce al Sinister Noise dopo la mezzoretta dei volenterosi ma ancora acerbi Ira Del Baccano, band romana dedita a prolisse cavalcate hard/space in perfetto stile seventies totalmente strumentali, vede oltre al leader Eddie Glass, l’ex Karma To Burn Rob Oswald alle pelli e il giovane britannico Tom Davies al basso. L’attacco sonoro è di quelli che rivitalizzano all’istante, svisate e wah wah a manetta, riff granitici accompagnati da un basso pulsante e mai statico, con un punto di forza, il batterista, che violenta i pochi pezzi a disposizione con la furia di un uragano. Non c’è spazio per i brani più dilatati, la scaletta proposta è di quelle che picchiano duro, Glass si destreggia nel metro quadro a sua disposizione tirando fuori dalla sua bellissima Gibson SG bianca brani tratti uniformemente dalla discografia del gruppo prediligendo in particolare gli EP. Il primo momento lisergico ci viene regalato dalla nuovissima ‘Pulse’, un brano per tirare il fiato e ammirare la maestria di Glass alla sei corde. Sono in prima fila al centro del palco e non riesco a staccare lo sguardo dal batterista, un animale tentacolare che con il suo dinamismo conferisce ai riff granitici e ripetitivi di Glass nuova vita. A tratti mi sembra di vedere il grande Fabiano Bianco dei mai dimenticati Raff. Nel finale c’è tempo per un brano presentato come inedito non finito, con assolo di batteria incorporato, poi i saluti di rito ed è tempo di riporre con cautela la strumentazione nelle flycase. Acquisto il nuovo EP ‘Heavy Psych’ dal banchetto del merchandising e mi incammino con le orecchie fischianti verso la via del ritorno consapevole di aver assistito ad un’esibizione incontaminata.

Alessandro Bonini

1 COMMENT

  1. Fico il concerto dei nebula! c’ero anchiooooo!!!
    Sinceramente i pezzi degli ultimi dischi non mi avevano convinta, ma dal vivo hanno reso di più!
    Ma…. la chitarra di eddie mi sembrava piu giallina che bianca eheheheh
    però dai, anche se la sg è bellissima, è comunissima tra i chitarristi di questo genere…..

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