Nancy Elizabeth @ Traffic [Roma, 28/Novembre/2007]

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Volendo, potreste leggere la recensione dell’album di Nancy Elizabeth per comprendere meglio quanto seguirà in questo breve report. Quanto seguirà Nancy quella traiettoria stilistica di cui parlo. Quanto seguirà questo specifico, rinnovato momento e movimento, nonostante l’aggiunta del suo personale tocco. La farò breve perchè a volte è necessario “farla breve” ed anche perché la performance si è esaurita nel giro di quaranta minuti circa. Nonostante il retrogusto lievemente contrariato, mi porterò a casa un piacevole augurio di buona notte, fatto di atmosfere tiepide, lunari, selvatiche, sedative. Nancy suonerà da sola, alternando chitarra e arpa, pizzicando gli strumenti con abilità e grazia e cantando con una voce strutturalmente piena e vivida ma non particolarmente accattivante. Apre la performance con “I’m Like The Paper”, seguirà “Off With Your Axe” e ben presto giunge la mia preferita “Coriander” che soffia via polveri ancestrali di odori boschivi e folk silvestre. Ascolto lei e la mente scava nel vasto assortimento di cantautrici coinvolte nel genere. Però è brava, “però è un’unica canzone” [sento dire alle mie spalle], però è graziosa ed è grazioso il microcosmo che le gira attorno, però ci voleva la percussione, però è intelligente perché ha capito che è necessario che i brani non siano lunghi, però ha creato un’atmosfera conciliante e serena. Non mi riempie di certo ma me la faccio bastare. Grazie e buonanotte sono le uniche parole di italiano che dice di conoscere e sono le uniche, aggiungo, che servono dopo una performance come questa tanto che prima di uscire dal locale le rivolgo un: “ciao Nancy” e lei “grazie, buonanotte!”. Appunto.

Mary Notarangelo

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