Nada @ Monk [Roma, 19/Aprile/2019]

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Per noi la musica è qualcosa di dannatamente serio. Non riusciamo ad ascoltarla come sottofondo, neppure mentre scriviamo. Parte lei, ci fermiamo noi. Sarebbe come svilirla. Non riusciamo ad ascoltarla mentre facciamo sesso, ci distrae dal momento, ci troveremmo a canticchiare, finiremmo a litigare. Ci dà fastidio negli stadi prima o durante gli eventi sportivi, la troviamo fuori luogo, a meno che non sia creata dagli spettatori. Ci dà fastidio persino prima dei concerti, mentre attendiamo l’artista sul palco, se non è in linea con il genere musicale e i gusti dello stesso, ci sembra una mancanza di rispetto. Con questi dogma è facile immaginare che durante i live non pensiamo ad altro, non ci facciamo distrarre da nulla e nessuno, ed infatti nonostante il debole nei confronti del gentil sesso mai ci era capitato di distrarci dalle note ed essere attratti dalla figura dell’artista. Mai fino a stavolta, in cui eravamo al cospetto di una donna che ha quasi il doppio dei nostri anni, ma ha mantenuto un luccichio nello sguardo e un sorriso così sbarazzino da sembrare più giovane di molte, ma oseremmo dire tutte, le nostre coetanee. È seducente, Nada, non solo per le ragioni appena elencate, ma per la sua mente, ciò che dice, come lo dice e più in generale il modo di essere e di stare sul palco. Dopo aver assistito a un suo live due estati fa a Villa Ada, non ci saremmo persi questo show in una location più intima per nulla al mondo.

Arriviamo al Monk di corsa, dopo aver attraversato tutta la città, scoprendo che nonostante voci di corridoio ci avessero avvertito di un orario di inizio concerto anticipato rispetto al solito, alle 22.30 Nada non è ancora sul palco. Avremmo potuto prendercela più comoda, ma dal momento che siamo arrivati con anticipo, usiamo il vantaggio acquisito per andarci a posizionare tra le prime file. È stato raggiunto il sold out, qualche giorno prima dell’evento, ed il pubblico, in gran parte femminile, lo troviamo equamente diviso tra under e over 40. Appena trovata una posizione soddisfacente ecco che arriva la cantante di Gabbro, provincia di Livorno, con cinquant’anni di carriera alle spalle. Esordì infatti nel 1969 con ‘Ma Che Freddo Fa’, a soli quindici anni. Sul palco è accompagnata da un telo con richiami boschivi che fa da sfondo a lei e la sua band, composta da quattro musicisti: chitarra, basso, tastiere e batteria. Il primo pezzo in scaletta, ‘Un Angelo Caduto dal Cielo’, sarà tratto come altri sette in questa serata dall’ultima fatica discografica, ‘È un Momento Difficile, Tesoro’, prodotto da John Parish, non nuovo a collaborazioni con Nada visto che già nel 2004 fecero squadra, fruttuosamente, per ‘Tutto L’amore che Mi Manca’, uno dei più apprezzati dischi indipendenti di quell’anno. Sì, perchè la Malanima dopo molti anni ha mollato il circuito delle major e ascoltando le sue ultime produzioni ci sentiamo di dire che la sua scelta è stata molto lungimirante. L’ultimo disco è stato registrato a Bristol, proprio nella città di Parish, dove l’artista toscana si è trasferita per un intero mese. Sebbene il titolo parli di un momento difficile, non riguarda certo la sua carriera che si trova in una fase in cui sta andando incontro ai gusti delle nuove generazioni appassionate di musica indipendente vera, non quella che viene spacciata per tale e di musica, o indipendente, non ha proprio nulla. Non a caso tra il pubblico, da semplice spettatore, c’è Francesco Motta, altra icona dell’indie di qualità, vincitore del Premio Tenco e grande appassionato di musica, da noi spesso incontrato a concerti interessanti ed autore di un duetto a Sanremo 2019 con la stessa artista. Nada parlerà al suo pubblico tra un pezzo e l’altro, in varie occasioni, la prima delle quali per alcune informazioni di servizio su come assistere al live. Fondamentalmente verrà consigliato di usare i cinque sensi per percepire la piena essenza dell’energia che si librerà nell’aria. Di seguito interverrà con poesie, frasi profonde, pensieri, convinzioni, moniti per gli spettatori, lasciandoci scavare dentro di sé e dentro di noi ancor più di quanto avevamo già avuto modo di fare ascoltando i suoi brani nelle versioni studio. La scaletta regolare, quella prima dell’inevitabile encore, sarà composta da tredici brani del repertorio post 2000 della cantante. Ben otto i pezzi estratti dall’ultimo lavoro, mentre negli altri cinque troveremo alcuni dei più attesi, come ‘Luna in Piena’, anno 2007, brano presentato a Sanremo e che l’ha riportata sulla cresta dell’onda dopo alcuni anni lontana dai grandi palcoscenici e ‘Senza un Perché’, pezzo delizioso dedicato alla figlia e giunto a un incredibile successo un decennio circa dopo la sua uscita, a causa della sua presenza all’interno della colonna sonora della popolare serie TV di Paolo Sorrentino ‘The Young Pope’. Dieci anni dopo il brano è assurto a grande classico, ma Nada non fa particolarismi, lo esegue con la stessa passione e la stessa dose d’anima che ci mette in ogni altro. È incredibile il modo in cui tiene il palco, calamita gli sguardi e le attenzioni di ogni spettatore. Rispetto ad altri concerti non ci si distrae, non si sente quel vociare indistinto tutto intorno, i nostri occhi sono catturati dalla sua danza da uccello e dalle sue parole, come “La tristezza è una condizione dell’animo, può essere meravigliosa. Questa è la mia tristezza, il mio blues”, detto prima della title track ‘È un momento difficile, tesoro’. Vedere una persona parlare con un sorriso pieno di un sentimento come la tristezza, che ben conosciamo, dà tutto un altro senso alle cose, alla vita, al bene e al male. Dopo i tredici brani di cui sopra l’artista e la band usciranno, salvo tornare, richiamati a gran voce, per due dei pezzi più celebri della prima e seconda fase della carriera di Nada, ‘Ti Stringerò’, al millesimo ascolto ancora molto bella, e ‘Amore Disperato’, con un clamoroso arrangiamento più simile a quello della cover dei Super B che a quello originale, durante la quale l’artista si concederà un vezzo facendo cantare una piccola porzione del brano al pubblico, che d’altronde lo stava già facendo di suo, pieno di entusiasmo. Ci sarà un nuovo ritorno dietro le quinte, ma durerà poco. Nada rientrerà dicendo “Ve la siete cercata!” ed attaccherà con gli ultimi due pezzi di serata. Prima la celeberrima ‘Ma Che Freddo Fa’ che darà luogo a singalong, balli e canti più di ogni altro pezzo precedente, ed infine, un fuori programma. Al termine del concerto siamo riusciti a reperire la scaletta e non c’era traccia di ‘La Canzone per Dormire’, brano molto duro, tutto l’opposto delle dichiarazioni del titolo. Anche in questo caso, come in vari altri, viene menzionata spesso la mamma come figura di supporto, figura che manca. Il tempo è finito, il pezzo chiude il concerto e ci manda metaforicamente a dormire, ma il tempo in cui ascoltare la musica di Nada è destinato a non finire mai.

Andrea Lucarini

Foto dell’autore