My Bloody Valentine @ Orion Club [Roma, 29/Maggio/2013]

2110

Questa mattina mi sono svegliato presto come tutte le mattine, e non ero stanco per niente. Anzi, vi dirò: ero rigenerato e purificato. Perché nonostante tutto ieri sera è andato in scena uno di quegli spettacoli che forse vale la pena di vedere per dire “sì, l’ho viste veramente tutte”. I My Bloody Valentine non sono il gruppo più rumoroso della storia. Non sono il gruppo più innovativo della storia. Non sono le più grandi rockstar della storia. Non sono tecnicamente impressionanti. Non è stato il live dell’anno. Non si sentiva la voce. Non si capiva un cazzo. ‘You Made Me Realise’ è durata 20 minuti di cui 15 di coda noise/drone e la gente ha cominciato a soffrire. Chissenefotte.

E’ stato il live che i MBV dovevano fare. In formazione a cinque, 2 chitarre basso batteria tastiere, con il classico muro di ampli di Shields, con le pedaliere stracolme di roba. Come nel 1991. Non è cambiato niente e non doveva cambiare niente: Bilinda e soci hanno suonato la setlist che dovevano suonare come la dovevano suonare, Shields ha rotto i coglioni al fonico continuamente esattamente come doveva fare, la batteria ha pestato come doveva pestare e il basso è stato urticante come doveva essere. E allora, se il gusto musicale è insindacabile e personale, io credo che sia stato un live incredibile, incendiario, emozionante, saturo, totalizzato e totalizzante. Monolitico come pochi altri concerti, caotico e ordinato insieme, viscerale, suadente e catartico, proprio come scrivevo in apertura. Per qualcun altro non è stato così, non ha comunicato quello che ti fa ricordare un concerto per tutta la vita. Mi sta bene, ti aspettavi una mitragliata emotiva e invece non hai sentito niente. Succede con i baci tra le persone comuni, non vedo perché non potrebbe succedere per un concerto. Ripeto, mi sta bene. Però, per pietà verso di me, verso di voi e verso la musica tutta, non date retta a chi vi dirà che è stata una truffa, a chi vi dirà che sono scarsi, a chi vi dirà che non capisce come si possa suonare così, a chi vi dirà che non si sentiva la voce. Ragazzi, non si sentiva la voce. Ci avete speso 35€, ci siete venuti fino a Ciampino e non si sentiva la voce. Ma voi, i dischi dei My Bloody Valentine, li avete sentiti? Vi sono piaciuti? O ci siete venuti perché se ne è parlato così tanto che “bisognava” andare? Perché io, onestamente, non vi capisco.

Simone Macheda

[archivio]

MBV @ Primavera 2013, MBV @ Hammersmith (Londra) 2013

24 COMMENTS

  1. Simone ti posso dare un consiglio?
    Vatteli a vedere in qualsiasi posto che non sia l’orion di ciampino.
    Sentirai un altro concerto.
    E se gia’ti è piaciuto ieri in quelle condizioni
    in un posto decente vai in estasi totale.

  2. Bravo, concordo in pieno!!! E’ stata una bellissima esperienza, un gran concerto. I MBV grandi, ipnotici e rumorosi al punto giusto. Ma sembrava che molte delle persone che erano lì ci fossero capitate per caso, molti visi smarriti, forse si aspettavano altro. Mi chiedo anch’io se conoscevano i brani, vista la reazione alquanto fredda di fronte a pezzi (You Never Should, Thorn, You Made Me Realize, tra gli altri) che ne meritavano ben altra, di certo più calorosa. Riguardo alla voce di Kevin Shields: ma come si può pretendere che si sentisse la sua voce, quando su tutto sovrastava il muro di feedback della sua chitarra. E di sicuro era voluto. Se si guardano i video degli altri concerti, recenti e non, ci si accorge che la voce è sempre in secondo piano. Ma forse qui in Italia siamo abituati alla voce in primo piano, attenti ai testi (ai messaggi) più che alla musica, anche quando non si ha veramente nulla da dire… Il pubblico sembrava quasi impaurito da questa assenza di parole e di punti di riferimento. Mi sembra allora che i MBV abbiano colpito nel segno!

  3. @Alessio: ne sono convinto e ti ringrazio del consiglio. L’acustica dell’Orion si è rivelata (ma lo sapevamo già) non perfettamente adeguata alla situazione. A me comunque è piaciuto tantissimo lo stesso e non perderò occasione di tornare in altre location.

  4. in calce al commento trovate un video fatto col telefonino e registrato in una location piccola e di fortuna (l’Istiuto di arte contemporanea di londra): la voce si sente bene. adoro mbv e nella loro musica (come dovrebbe essere per chiunque) le melodie vocali sono fondamentali perchè legano il tutto. e lo stridente contrasto tra la dolcezza delle partiture vocali e l’acidità del sound chitarristico è il marchio di fabbrica di mbv e di tutta la musica shoegaze. insomma non un particolare irrilevante il fatto che la voce non era nemmeno intuibile. la colpa non lo so di chi è, ma sta di fatto che ho atteso una loro esibizione per anni e sono andato via deluso
    http://youtu.be/H0GZH-lw_P4

  5. La scelta delle voci affogate è una scelta voluta.
    Penso che l’intento sia quello di farle emergere dalla memoria inconscia degli ascolti dei dischi.
    Anche a Londra il livello delle voci era come ieri.
    La differenza era che sentivi tutto il resto alla perfezione
    e ti sembrava una sinfonia stellare e il fatto che le voci
    venissero dal subconscio aveva una sua logica perfettamente comprensibile.
    Il dramma è che quando in un pezzo come Honey Power senti soltanto il riff senza la chitarra ritmica sopra un’ombra di basso e una batteria di cartone non te lo puoi godere, e se non lo hai mai sentito su disco non lo puoi capire.
    Ma chi per ieri da la colpa al gruppo non ha capito niente.

  6. Io sono una di quelle che si è lamentata per la voce, se non mi capisci pazienza. Ma sappi che i MBV li ho ascoltati e riascoltati non puoi nemmeno immaginare quante volte.
    I problemi tecnici ci sono stati, e loro stessi se ne sono lamentati, con tanto di continue interruzioni.. non ricordi?
    Questo ha influito non poco anche sul loro stesso umore. Probabilmente è anche per questo che dopo il live non sono usciti nemmeno 5 minuti per mettere qualche firma.. ho aspettato per più di un’ora anche sotto alla pioggia.. ma niente.
    Mi fa un po triste quando succede così…
    Comunque non mi pento assolutamente di essere andata fino a Ciampino e di avere speso sti benedetti 35 euro.
    Hanno spaccato il culo, sempre e comunque.

  7. Ma secondo me la gente fa bene ad essere incazzata per l’approccio live dei Mbv,,,,questione di gusti…Personalmente ha fatto impazzire..perche ero li per tutto quello che hanno fatto sentire.

    Marco

  8. Per Simone: a proposito della voce, senti anche questo: http://www.youtube.com/watch?v=iH-KYFOHPxM, all’Hammersmith di Londra!!!
    Per quanto mi riguarda, il concerto di ieri sera ha superato le mie aspettative. Amici più grandi di me mi raccontavano di concerti dei MBV visti a Londra ai loro inizi e mi dicevano delle scarse qualità del gruppo dal vivo, ad esempio, in confronto ai live impeccabili degli Slowdive. Per me il problema è che la potenza di suono dei MBV è cmq difficile da gestire. E lamentarsi di un locale perché non riesce a gestirla è troppo facile. L’Orion mi sembra anche meglio di altri posti a Roma dove si suona.
    Insomma, a mio avviso, di possibilità di vedere un concerto perfetto dei MBV ce n’è una su dieci. E mi sembra che ieri sera non ci è andata per niente male, anzi…

  9. Premetto che i My Bloody Valentine mi piacciono molto ma non ho mai vissuto nel loro culto. Non sono un vero e proprio fan.
    Li ho visti tre mesi fa a Londra e ieri a Ciampino. Le differenze tra i due concerti? Devo essere sincero non tantissime oltre al fatto che a Londra era una super-location (un teatro vittoriano enorme e bellisimo) mentre a Ciampino un normalissimo locale di medie-piccole dimensioni.
    Quello di ieri aveva tonalità medio-basse in secondo piano (basso e batteria erano nascostissime). A Londra quindi è stato un live set molto più pompato, più rock.
    Le voci? Non si sentivano a Londra come non si sentivano ieri. Mi pare lampante che è una scelta di Shields e soci, ed è un vero e proprio peccato dato che le melodie eteree delle due voci sono, a mio avviso, uno dei tratti più peculiari del “MBV sound” insieme alle chitarre di Shields…
    Quando riuscirò a sentire un loro live con le voci che si sentono (almeno un po!) ne uscirò soddisfatto sul serio! Ma questo non avverrà mai. Quindi ne esco appagato ma non stregato (e anche un po’ rosicante a dire il vero).

    • Scusate eh, ma non era meglio che ve ne stavate a casetta vostra? Andate in giro per concerti soltanto per dire “io c’ero”? Di certo ci sono cose più divertenti, utili e costruttive da fare. Mah…

      • Si va in giro ai concerti per divertirsi e scoprire nuove band. Ci sono gruppi che deludono e gruppi che esaltano secondo realtà oggettiva e/o gusti soggettivi. Una recensione non deve essere positiva per forza, inoltre non prendiamo soldi da nessuno tutto questa attività è pura passione e divertimento (pagando di tasca nostra oltretutto). Quindi Gianluca se a te è piaciuto va benissimo ma non vedo perché nessuno può dire il suo punto di vista in totale libertà. Ciao.

        • Va da sé che ognuno è libero di fare e dire ciò che vuole. Ma se poi uno si mette a scrivere recensioni on-line, probabilmente per offrire anche un servizio di pubblica utilità, dovrebbe anche informarsi sul gruppo che va a sentire. Dalle espressioni che utilizzi (“gruppo che la butta in caciara”, “casino senza nessuna variazione”) capisco che non avevi una minima idea di cosa fossero i MBV. Tutto ok. Mica uno deve andare a vedere soltanto i gruppi che conosce. Ma è come se uno andasse a sentire un gruppo punk (e forse questa rimane, a mio avviso, la migliore etichetta per definire il suono dei MBV) e poi si lamentasse perché si è fatto troppo casino o rumore. Oppure è come se uno va a vedere un concerto di musica classica e poi si lamenta perché non c’è un assolo di chitarra elettrica. Altre due osservazioni: il mixerista se lo sono portato loro e dubito che fosse un pizzettaio (anche se non ci vedrei nulla di male); i mogwai che tu citi a esempio di “professionalità” non esisterebbero neanche senza i MBV. Sono tra i loro modelli dichiarati. Per il resto, io non sto qui a difendere i MBV (chi se ne frega!), solo che l’espressione lapidaria e riduttiva “Quando un concerto può dirsi una merda” mi lascia un pò perplesso. Io ci leggo pure (alla luce di quanto detto) che i MBV sono una merda e quindi chi li sente perde il suo tempo. Per i miei gusti personali, potrei dire lo stesso degli Ozric Tentacles e dei Dream Theater, ma non mi permetterei mai. Soltanto questo. Ciao

          • A scanzo di ogni equivoco, il mio giudizio (guardare i post di BEY su IoCero.com) è rivolto alla svogliatezza del gruppo inaccettabile su un simile palco (compreso l’addetto al mixer) che ha contribuito al 90% sulla recensione globale. Non parlo di preferenze musicali soggettive ma di professionalità. Dico la stessa cosa nero su bianco sul sito.

  10. io sono un neofita. e questo non m’attiri le ire di quanti, come chi ha già commentato, li seguono dal ’39. li ho ascoltati con attenzione, quella che merita un gruppo con tanta storia alle spalle. rispetto la scelta (di scelta trattasi) delle voci in secondo (terzo, anche quarto) piano. il muro sonoro non mi spaventa e l’ho accolto senza tappi (per cortesia…). quello che ho apprezzato un po’ meno è stata la piattezza di suono (di frequenze) che giungeva alle mie orecchie. ero appollaiato dietro al fonico, posizione favorevolissima. ho provato anche sottopalco. accanto al bar. all’altro bar. niente, solo rumore con melodie quasi impercettibili. prima che volgiate lo sguardo verso l’orion: l’orion (non so come siate abituati) è forse la migliore struttura della capitale per questo genere di eventi e l’acustica che offre è di tutto rispetto. comunque, ad ognuno il suo. l’ho registrato per intero e se volete ve lo faccio riascoltare, magari mi sfugge qualcosa. per quanto riguarda i “problemi tecnici” riscontrati da shields: ha cannato l’apertura di 3 brani. ci sta, capita. non è un problema e non è un problema tecnico.

  11. …ragazzi…hanno fatto meta’ scaletta praticamente…ma ci si comporta cosi’?
    Il concerto stava piacendo molto anche a me…sapevo a cosa andavo incontro…ma 35 euro per sentire meta’ scaletta..ci sono rimasto male..

  12. Un’ultima cosa. il volume era ridicolo.
    La sezione “holocaust” di You made me realise
    ha un senso solo se ti fa stare veramente male, come è successo a Londra.
    Li veramente se non avevi i tappi rischiavi, perche’ i decibel erano intollerabili, ma questo ha un senso: è un’esperienza, estrema, ma un’esperienza.
    Ieri sembrava il rumore di fondo di una radio: ridicolo.

    • Sotto al palco è andata “ok” l’intermezzo noise di “You made me realise”….ma veramente una equalizzazione che non ho compreso molto…per il resto sono felice di aver ascoltato live la chitarra di Shields.

  13. Preciso una cosa: non mi rivolgo negativamente a chi sapeva sapeva cosa andava incontro ed è rimasto deluso per quello o per quell’altro. Io i “problemi” che dite li ho visti e li ricordo perfettamente, dalle interruzioni agli attacchi sbagliati, alla voce affogata, alla scaletta corta a quello che vi pare. È che, a mio avviso, rimane un unico grande mantra. Chissenefotte.
    Poi chiaramente ognuno può dissentire e rimanere deluso, non è certo obbligatorio farsi piacere un concerto.

  14. Ciao, è stato un concerto emozionante, e l’ultima canzone è stata fantastica, una jam session degna di Steve Albini. In merito al fatto che i MBV non siano la band più innovativa della storia, dico che la musica è fatta di piccoli contributi dati da ciascun buon musicista. I MBV nel loro stile sono unici, e saranno ricordati dalla storia per il loro sound ardente e levigato, aspro e delicato, che nessun altro ha mai intessuto.

  15. Ciao Marco ,

    Daccordo sulla tua retrospettiva riguardo la musica dei Mbv , non si puo’ die che non abbiano contribuito in maniera sostanziosa e caratteristica ad una certa evoluzione musicale.
    Continuando a sostenere che è stato un live non brutto , rimango ancora un attimino perplesso su alcune scelte Live dei Mbv e nello specifico di Kevin Shields.
    Sinceramente Shields non mi è sembrato proprio al massimo della forma , l’ho notato anche nei continui gesti di stizza …. spero per lui che era in serata storta , altrimenti non si puo’ sostenere che sia il massimo della professionalità e “dell’empatia” sul palco.
    Riguardo il paragone con Albini non sono assolutamente daccordo : Big Black, Shellac …ma anche i vari gruppi con cui ha collaborato , sono almeno un passo avanti come godibilità live.

    Marco

  16. Chiudo dicendo che l’Orion non è la migliore sala da concerti del mondo per carità, ma mi aspettavo che fosse una “location” molto peggiore.
    Insomma quando vidi i Pavement tre anni fa al PalaCisalfa lì veramente era da ridere (anzi da piangere) e in confronto le palestre dei nostri licei che ospitavano i concerti di fine anno (che creavano rimbombi e rimpalli infiniti di suono) erano degli Auditorium eccelsi.

    mic.

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here