Municipal Waste + Cripple Bastards @ Init [Roma, 24/Luglio/2009]

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Che la situazione stia cambiando sul serio? Che nella nostra bella capitale finalmente si riescano ad organizzare dei bei concerti anche d’estate? Sembrerebbe che quest’anno riusciremo a godere di qualche bello spettacolo anche nella stagione in cui di solito a Roma l’unica cosa da fare è andarsene ad Ostia ad accontentarsi delle serate musicalmente qualunquiste (a.k.a. casaccius) di Radio Rock. Aspettando i Death Before Dishonor ad agosto finalmente passano dalla capitale i Municipal Waste con ospite di riguardo Cripple Bastards.

Arrivo proprio al momento del cambio palco tra uno dei tre gruppi locali d’apertura e l’orgoglio nazionale grind-core. Erano parecchi anni che non li vedevo, l’ultima volta credo fosse al Forte Prenestino di spalla ai Ratos De Porao (il 25 aprile 2007, ndr), quando ancora non erano in molti nel giro metal ad essersi accorti di loro. Questa volta invece sono una buona metà dei presenti a discapito di crust et similia forse intimiditi dal prezzo del concerto. Nonostante ciò la serata è bella, variegatissima di gente di ogni età ed estrazione musicale. Nel locale strapieno, sia dentro che fuori, si può notare tutta l’alta società romana dei circuiti metal, punk, hardcore e chi più ne ha più ne metta. Tutto ciò ovviamente contribuisce a creare un’atmosfera di entusiasmo che inizia ad esplodere sotto il palco del gruppo di Asti. Cominciano a volare le prime persone dallo stage e partono i primi pit selvaggi. Giulio è un discreto frontman anche se in situazione centro sociale me lo ricordavo meglio. Nonostante il suo gruppo abbia preso una deriva grind più legata al metal i pezzi in cui si vedono sotto il palco più dita alzate sono quelli più vecchi come l’evergreen ‘Italia Di Merda’ e ‘Polizia, Una Razza Da Estinguere’. Sempre raffinati loro. Fanno un bel concerto, molto divertente, sopra la media dei gruppi nostrani, ma me li ricordavo più convincenti l’ultima volta.

Intanto la temperatura nel locale si alza. Dovrebbe essere molto vicina a quella di un secondo dopo il big bang credo. Questo porta la gente a sudare, anzi no, a grondare sudore. Però bisogna dire che una delle conseguenze è vedere scene alla woodstock tipo: ragazze senza maglietta tranquillamente in reggiseno. Fa tutto parte del folklore della serata. Aspettando il cambio palco degli ammaragani mi faccio un giro tra le onnipresenti distro e trovo l’onnipresente chicchetta che erano quasi 10 anni che la cercavo. Esco per prendere aria e rientro a concerto iniziato.

Non ho mai visto niente del genere in vita mia. Sembrava di guardare i mondiali di tuffi. Una pioggia ininterrotta di esseri umani che salivano sul palco e si lanciavano in carpiati, piroette, salti all’indietro. Senza calcolare il caos sotto il palco, circle pit che prendevano più della metà della sala concerti del locale, wall of death della stessa grandezza. Questo è stato il concerto. La band sul palco in fin dei conti risultava essere quasi solo da contorno. I Municipal Waste sono senza dubbio una macchina da guerra thrash anni ’80 con un cantante che sul palco fa lo stesso casino della gente sotto. Ma credo che la maggior parte delle persone siano rimaste ipnotizzate dal delirio degli astanti.  Non si sono feramati un attimo. Ho visto fare cose che credevo impossibili in Italia. I ragazzi non ne avevano mai abbastanza, neanche quando un poveraccio, sbagliando mira durante un salto con giravolta in aria, finisce direttamente per terra. E senza  passare dal via. TONF! Semplicemente grandioso. Sicuramente il miglior concerto dell’anno, forse uno dei più belli che abbia mai visto. Non oso immaginare cosa possa essere vedere un gruppo del genere ad un festival come il Wacken.

Andrea Di Fabio

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