Mug @ Le Mura [Roma, 16/Dicembre/2011]

451

Venerdì sera a Le Mura di San Lorenzo va in scena la sesta serata della rassegna Heroes, che cerca (per ora con ottimi risultati) di revitalizzare il panorama indipendente (e non indipendente) nostrano con eventi live pubblicizzati tramite il tam tam del web e, soprattutto, grazie alla promozione a vicenda delle band facenti parte di cotale rassegna. È stato, stavolta, il turno dei Mug, una band in piedi dal 2007 che propone poche certezze e molte sorprese (croce e delizia di tutti i gruppi sperimentali). La loro base post-rock, a volte però un po’ troppo stagnante a causa degli stilemi che il genere ormai porta con se, assume improvvisi slanci vitali grazie a frastornanti parentesi noise (che hanno spaccato i timpani ad alcune persone compreso chi vi scrive) sostenute da basi sintetiche che hanno fatto sì che cadesse l’attenzione sui Mug anche da parte di un sito come Bleep, specializzato in musica elettronica e, udite udite, strettamente legato alla Warp Records (Aphex Twin, Boards of Canada, Grizzly Bear e tanti altri). Ecco, se dovessi trovare un pregio nei Mug sarebbe proprio la loro capacità (ancora non affinata alla perfezione in realtà) di sfuggire ai cliché stantii del post-rock, che sembrano aver avuto la meglio su tutte le band del genere nel panorama internazionale. Ma nonostante abbiano anche concesso un bis e perpetuato una tradizione di Heroes come la collaborazione di membri di altre band durante il live, il concerto non è durato molto a causa del poco materiale che la band aveva a disposizione (non hanno pubblicato ancora nulla se non due demo difficilmente reperibili, mentre il disco è atteso per l’anno prossimo sotto l’etichetta Mala Tempora). Ma quello che importa è che la serata, per la sesta volta di fila, è riuscita egregiamente. C’era la musica, c’era la gente, c’era l’entusiasmo, e c’era pure la pioggia. E c’ero anche io. E per chi non c’era, magari può venire il sei gennaio a vedere i Kardia. Solito posto, solita ora. Perché non è mai troppo tardi per rimediare, e perché supportare la musica indipendente nostrana è cosa buona e giusta. Amen.

Stefano Ribeca

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here