Mouse On Mars @ Auditorium [Roma, 13/Febbraio/2009]

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Andi Toma e Jan St Warner, il duo tedesco in attività da 15 anni sull’asse Dusseldorf – Colonia, sono una delle formazioni più originali della scena elettronica internazionale. I Mouse On Mars sono una delle poche band elettroniche che riescono a rinnovarsi ad ogni progetto e ad ogni concerto: la loro intrigante sintesi di ambient, krautrock, techno è riuscita negli anni a fare convivere l’immediatezza del tessuto rock con le dilatazioni del dancefloor, la ricerca con la piacevolezza dell’ascolto. Mettendosi sempre in gioco, hanno portato la musica elettronica a livelli altissimi, grazie a sonorità che fondono potenza ritmica, frammenti melodici e esplorazioni timbriche. Sono fatti apposta per mettere d’accordo gli indecisi tra sonorità elettroniche e quelli più tradizionalmente rock: non a caso tra i loro fan all’Auditorium – nell’ormai consolidata serata Meet In Town a cura della Snob Production – riconosco subito frequentatori dell’avanguardia ed esegeti degli evoluzionismi ritmici da ballare, seguaci del post rock e cultori della dance più oltranzista. Ed infatti il feeling che ne contraddistingue lo stile live, la complessità ipertestuale dei rimandi nascosti tra le maglie di quei microritmi ed arrangiamenti certosini, la struttura stessa delle canzoni, spesso perfettamente tali anche quando sono eseguite in mancanza di qualsiasi voce di accompagnamento, raccontano di musiche immaginate esattamenti come pezzi rock piuttosto che come materia da destinare esclusivamente al ballo o alla speculazione avanguardistica. Al di là dunque di un rimarchevole concerto, con l’esecuzione dei nuovi brani ed il set in trio (con batteria) questa sera eccezionalmente eseguito senza St Werner stordito dalla febbre, ho la convinzione che il merito più grande dei Mouse On Mars stia proprio in questo: nell’essere riuciti a trasformare, con le loro evoluzioni ritmiche ed il trionfo del funky e del groove, il ballo in avanguardia e viceversa, avvicinando due tipologie di pubblico diversissime. Quadratura del cerchio riuscita in precedenza soltanto ai Kraftwerk, dei quali non è azzardato affermare che St Werner ed Andi Toma siano legittimi rampolli.

Gaetano Lo Magro