Motorhead @ Fortezza da Basso [Firenze, 16/Luglio/2009]

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La fortezza trema! Finalmente la prima serata della prima edizione del Live On a Firenze, in Fortezza da Basso, e niente meno che i Motorhead a dare il battesimo. Il portone della fortezza si apre con alla fine solo un’ora di ritardo, tutto sommato sopportabile nonostante il caldo torrido, il percorso che porta allo spazio concerti è disseminato di ogni sorta di ristorante con ogni tipo di cucina, il quale viene invaso dalla marmaglia nero vestita dei discepoli dello zio Lemmy. L’atmosfera è un tuffo nel passato, benché il pubblico copra almeno quattro generazioni, lo stile è unico, sembrano tutti (o quasi) usciti da un film degli anni ’80, e molto carichi per questa serata di rock’n’roll da autentici metallari.

Il primo gruppo in scaletta, Merendine Atomiche, ce lo perdiamo, ma facciamo appena in tempo a perderci un solo pezzo del set degli Extrema, appena cominciato. Non avevo mai visto gli Extrema dal vivo, anche se mi sono sempre piaciuti abbastanza su disco, il loro live è dinamitardo e roccioso, nonostante la temperatura equatoriale e l’area concerti non ancora stracolma. GL e Massara propongono molti pezzi nuovi, in maggioranza tratti dall’ultima loro uscita con alcune puntatine su vecchie glorie (‘This Toy’) e meno vecchie (‘Wannabe’): fieri e potenti, una garanzia. Durante un intervallo non troppo lungo, il palco viene spogliato dell’?attrezzatura delle band supporto, e lasciato libero ai tre inossidabili dinosauri inglesi.

Come era lecito aspettarsi, Lemmy e compagnia danno inizio alla royal rumble senza tanti fronzoli o abbellimenti, chitarra basso, batteria, rock’n’roll. La scaletta del concerto è divertente e non troppo basata sui classiconi, si pesca molto dalla discografia più recente (‘Inferno’, ‘Kiss Of Death’, l’ultimo ‘Motorizer’), e da quella storica. Il concerto dei Motorhead è un treno sparato a velocità folle che non conosce fermate, per questo è anche dritto e dalle emozioni forti, che non subiscono particolari variazioni, se non nell’assolo di batteria, lungo ben cinque minuti, firmato Mikkey Dee e nella acustica ‘Whorehouse Blues’. Che dire, la soddisfazione è totale, e il concerto è rock al 100% come sempre meno se ne vedono, tanto che Lemmy definirà eccellente la partecipazione del pubblico. L’audience metallica italiana è sempre capace di riempire palazzetti e grandi aree concerto, e parteciparvi in maniera allegra e sbronza, proprio come si faceva venti anni fa, quando i Motorhead erano nella loro golden age, che nonostante l’età avanzata dei tre e il sovrappeso di Lemmy, non sembra voler finire; e noi non possiamo che augurare lunga vita ai Motorhead e al Live On.

Gilles Regoli

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