Morphine + Langhorne Slim + Vegetable G @ Parco Barberini [Palestrina, 2/Luglio/2009]

547

“Dieci anni fa venimmo a suonare qui. Passammo la giornata sotto gli alberi, a rilassarci, perchè il posto era, ed è, speciale. Ma non immaginavamo purtroppo quanto sarebbe stato speciale. E’ vero quel giorno perdemmo Mark, ma non dimenticheremo mai quanto ci siete stati vicini. E’ per questo che oggi siamo tornati qui, che è casa nostra, con le nostre famiglie e i nostri bambini. Grazie Palestrina. Non vi dimenticheremo”. Solamente a riscrivere queste parole sulla tastiera mi vengono i brividi. Ieri sera, invece, a sentirle lette in italiano dal sassofonista, mi è venuto un blocco di cemento armato in gola. E sì che già mi era venuto il solito brivido all’ingresso del parco, alla vista della targa commemarativa in onore di Mark Sandman che 10 anni fa, il 3 Luglio del 1999, moriva su questo palco, dove oggi, i Morphine (anzi “members of Morphine”, come ci tiene a sottolineare più volte Dana Colley) ritornano per celebrare la sua scomparsa. Ma andiamo con ordine. Il nubifragio pomeridiano mi aveva fatto temere che la serata saltasse mentre tutto si è svolto normalmente. Palestrina e Nel Nome Del Rock festeggiano 20 anni e il mio rituale è lo stesso di sempre. Arrivo, parcheggio, stand del panino con la salsiccia, patatine fritte, due birre. Poi si aspetta il concerto.

Sono i nostri coccolati Vegetable G (ricordate la festa Nerds?, ndr) ad aprire la serata che, a causa del diluvio, hanno subito un ridimensionamento dei tempi. Poco meno di mezz’ora ma la solita classe, il solito impegno, la solita passione, le canzoni belle, insomma i Vegetable G. Applausi da tutti. Il Parco si riempie, la gente ha capito che non pioverà più e quindi arrivano famiglie intere con bambini e passeggino, gente di ogni estrazione sociale/culturale. Il bello di questo festival, insomma.

La sorpresa è stato Langhorne Slim & The War Eagles. Questo ragazzotto di New York, faccia da schiaffi e sberleffi, è riuscito con una chitarra acustica, un contrabasso e una batteria a scatenare una bolgia inspiegabile e inaspettata. Il primo brano mi aveva fatto apprezzare solo la splendida voce ma pensavo anche ad un concerto noioso di tipico rock acustico americano. Ma è con la seconda canzone che Palestrina ha iniziaito a divertirsi. Avete presente i Violent Femmes? Anche più pazzo. Country death rock suonato veloce e spregiudicato con una manciata di canzoni bastardissime sempre più violente. Ballano tutti, dai ragazzi che si erano drogati fino a un minuto prima, alle mamme che girano intorno al passeggino, fino a me medesimo. Langhorne sa divertirsi sopratutto, sorride sempre, è umile, balla sulla batteria sulle spie, scende in mezzo a noi, si prende in giro da solo quando cerca di cantare soul o blues. Ha una voce splendida, può farne ciò che vuole e lo dimostra appunto quando inizia a urlare, quasi per gioco, per lui il concerto dal vivo è prima di tutto uno spasso. E il parco è tutto per lui e i suoi folli accompagnatori. Il batterista probabilmente militava in una gruppo thrash visto come picchia su ogni rullata. Escono sudati e spremuti all’inverosimile tramortiti da un applauso infinito. Purtroppo vane le speranze di un bis, i tempi sono ristretti.

I Morphine. É un po’ difficile scriverne sinceramente. E’ stato qualcosa più di un concerto; l’atmosfera che si respira è dolce e surreale, il rapporto tra questi musicisti e Palestrina è ovviamente speciale e nessuna delle due parti fa nulla per nasconderlo. Se loro suonano meravigliosamente per noi, se i loro ritmi jazz funk soul fanno ondeggiare i nostri bacini, la folla li venera come dei. Loro lo percepiscono e ne vanno fieri di essere così importanti per una realtà bella, ma piccola come Palestrina. Il basso a due corde viene suonato da Jeremy Lions ma è solo un dettaglio tecnico. Ci resteranno nella memoria non tanto le canzoni quanto quelle immagini delle figlie ad abbracciare i genitori mentre suonano, le bolle di sapone che invadono il palco spinte dalla figlia di Dana di due anni, le bizzarre e divertenti coriste, il messaggio letto quasi tremando, i saluti, le nostre mani in aria per il più lungo degli applausi, i saluti, i bis, i Morphine, gli umili, semplici, fantastici, Morphine.

Dante Natale

1 COMMENT

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here