Monotonix @ La Casa 139 [Milano, 2/Marzo/2011]

420

A distanza di poco più di un mese dall’uscita del loro ultimo lavoro, ‘Not Yet’, eccoli catapultati di nuovo in giro per il mondo per presentarcelo e somministrarcelo violentemente al grido famelico di ‘Fun Fun Fun’! Non è la prima volta che ci occupiamo del trio israeliano più fuori di testa che si possa vedere ed ascoltare. La tentazione di andare ai loro concerti è sempre in agguato, specie perché non sai mai come andrà a finire la serata. Dicevamo, un album dietro il quale si cela un certo Steve Albini (Gogol Bordello, per rimanere in tema) e che ha in sè la giusta carica garage, punk, psichedelica dei meglio noti Stogees, Led Zeppelin, MC5 etc. ‘Not Yet’ non è una novità rispetto a quanto fatto sinora, bensì una conferma di ciò che i Monotonix intendono proporre al loro pubblico attuale e futuro, così come lo spettacolo che hanno allestito stasera alla Casa 139. Una performance live che, per chi li conosce oppure ha visto qualche loro video su You Tube, è sui generis, esageratamente rock’n’roll. Una caricatura di quanto più bizzarro lo stesso R’n’R ha tirato fuori dalla fine degli anni ’60 ai primissimi anni ’80.

Anche il pubblico ormai sembra preparato alle loro consuete follie. Infatti, appena i tre si posizionano al centro della sala, un cerchio di persone li avvolge in attesa del via. Qualche attimo di silenzio ed ecco il via di Ami. Dal soffitto piovono pinte di birra, bottiglie d’acqua come fossero bombe su ‘Body Language’. Una ragazza si ritrova sulle spalle del batterista mentre Ami, arrampicatosi su di un divano, fa del surf sulle nostre teste. Qualcuno tra un pezzo e l’altro lo chiama “Anus!” allitterando senza troppo successo il suo nome ed innescando un simpatico siparietto che si conclude con l’immagine di Ami a 90° e a mutande calate. Vedo del terrore nei volti dei tizi della Casa 139, anche se, pare, siano stati loro stessi a suggerirgli di dire “Berlusconi merda!”. Non l’avessero mai fatto. Il pubblico si esalta, piovono granate di birra. Magari immaginavano di poter ingabbiare quei tre animali all’interno di un palco. Bah! Fatto sta che, dopo un’ora, forse scarsa, il concerto si interrompe bruscamente (problemi tecnici?) senza neppure un bis. Non capiamo cosa sia successo davvero, ma qualcuno ha deciso di chiudere i leoni in gabbia indispettendone uno, Yonatan, che nervosamente si mette ad allestire il banchetto del merchandising. That’s all rock’n’roll!

Andrea Rocca

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here