Monotonix @ Circolo degli Artisti [Roma, 27/Maggio/2009]

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Qualora aveste intenzione di andare a vedere i Monotonix e pensaste di assistere ad un normale concerto e tornarvene a casa lindi come siete venuti, vi sbagliereste di grosso. Nessuno spazio per la timidezza, sarete coinvolti vostro malgrado nel loro caos. Sapevo avessero fama di essere animali da palcoscenico, di fare live estremi, ma non mi sarei mai aspettato di assistere ad un tale spettacolo! Sicuramente tutti avrete qualche amico, zia o cugino che quando alza il gomito, diventa la persona più molesta del mondo, vi fa fare brutte figure, ma anima la festa catturando le attenzioni di tutti. Ecco,  i Monotonix sono quel tipo di persona!

Dopo una rumorosa e tirata esibizione degli Hiroshima Rocks Around, arriva il trio delle meraviglie. Già vedere la batteria montata sotto il palco mi fa pensare che siano quel genere di gruppi che vogliono coinvolgere a tutti i costi i presenti ed abbattere la distanza creata dal palco, come Lightning Bolt o i No Age, ma la differenza tra i primi ed i secondi sta tutta nella lezione del punk. I Monotonix ne sono l’esempio più eclatante: pur ispirandosi alla tradizione dell’ hard rock sozzo e lercio nelle sonorità e nelle capigliature directly from ‘70s, mantengono un’attitudine dannatamente punk. Il chitarrista (s)vestito di minuscoli pantaloncini e camicia da fricchettone, comincia a macinare riff mentre gli altri due (s)vestiti allo stesso modo, avanzano di soppiatto fino a prendere posizione e invitando i pochi presenti ad avvicinarsi. Ah, dimenticavo che il cantante nel mentre abbia innaffiato i presenti con tutte le bottiglie d’acqua che aveva a portata di mano.

I tre hanno davvero una strana ed originale idea dello spazio, e si divertono a spostare la batteria ad ogni canzone. In un’ora di set, avrò gustato questo spettacolo almeno dieci volte! Non contenti, durante l’esecuzione di ‘Body Language’, il chitarrista mi intima di aiutarlo a portare la cassa sul bancone del bar e reggerla. Perchè? Beh, è chiaro! Deve usare il pedale della batteria per colpire la cassa mentre, come se non bastasse, è intento a suonare la chitarra! Ovviamente, il vulcanico cantante, per non essere da meno, sale in continuazione sul bancone e getta cannucce, tira ghiaccio, calcia bicchieri, getta rotoli di carta o, tanto per gradire, si fa una doccia versandosi secchiate di ghiaccio.

Dite che potrebbe bastare? Eppure riesce anche a farsi aiutare dal pubblico ad issarsi sul tom e addirittura sul sedile del batterista, mentre altri tengono i piatti per farglieli colpire. E per combattere la concorrenza calcistica, il frontman urla anche di essere Francesco Totti e di fregarsene della finale di Champions League! Lo show si avvia alla conclusione, la batteria viene portata in bagno, seguita da tutti i presenti, mentre il cantante Ami fa surfing su di loro e il chitarrista continua a suonare nella sala. L’ultimo pezzo non è certo da meno degli altri e viene suonato dal batterista sorretto su un telo dai soliti volenterosi. Stasera sono stati davvero ridefiniti i concetti di spazio e partecipazione. Non pensate che le gag abbiano tolto spazio alla music! Il pubblico era parte integrante dello show ed il gruppo ha suonato senza risparmio, con violenza ed intensità per più di un’ora le canzoni del loro ‘Body Language’, un linguaggio del corpo che i tre conoscono alla perfezione.

Betani Mapunzo

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