Monks: 5 pezzi inediti

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‘Hamburg Recordings 1967’. La magnifica Third Man Records pubblica il 23 giugno cinque brani inediti dei seminali Monks. 4 registrati al The Top Ten Club di Amburgo e uno  (‘I’m Watching You‘) catturato dalle sessioni dei loro ultimi singoli. Ben Blackwell di casa Third Man racconta la genesi:

“I’m Watching You” turned up first, as Gary Burger had actually obtained it as part of the collection of one of the Monks’ old managers who’d recently passed away, Walther Niemann. Gary visited Nashville a few years back and I showed him around, taking him to the pressing plant where they were coincidentally pressing copies of Black Monk Time when we walked in. After a solid time spent together, he pulled out a CD and played me “I’m Watching You” and I was gobsmacked. From there Third Man worked very hard to try and coordinate a release of that song on a 7” but it just wasn’t meant to be. After Gary’s passing, both Eddie and myself asked his widow, Cindy, to see if there were any Monks tapes around. Eddie very clearly remembered all the details, song titles, lyrics, everything having to do with the sessions. After a bit of time, Cindy was able to find a couple of reels that contained multiple mixes of the songs that are now featured on the Third Man release. The tapes themselves were clean and we really didn’t have to go through any significant restoration process. I still can’t believe we’re actually releasing a Monks record”.

Sono protagonisti di una delle storie più originali nell’era garage. Gary Burger (voce, chitarra), Dave Day (banjo, voce), Larry Clark (organo, voce), Eddie Shaw (basso, voce) e Roger Johnston (batteria, voce) sono infatti cinque americani in servizio militare in una base tedesca (Heidelberg). Inizialmente conosciuti come The Torquays eseguono cover di classici come Chuck Berry e di artisti della British Invasion. Successivamente il talento dei cinque li conduce al rifiuto di certe melodie del periodo convergendo dunque su articolazioni armoniche assai dissonanti. Il sound si incentra sul suono della chitarra carico di feedback e su ritmi incessanti che di fatto anticipano l’era punk, il tutto arricchito da tematiche “forti” per l’epoca come l’attacco alla guerra in Vietnam, alla società ormai priva di umanità fino ai contrasti amore/odio nei rapporti sentimentali. A colpire l’audience è anche il look del quintetto: vestono infatti completamente in nero con un cordino bianco legato al collo a simboleggiare la poca libertà dell’uomo ed i capelli rasati si aprono nella parte superiore in una vistosa chierica. L’incessante attività live al Top Ten Club di Amburgo aumenta la loro fama, gli show “sonici” e anarchici lasciano però perplessa gran parte dell’audience locale. Il primo album (edito dalla Polydor tedesca) è composto da soli brani originali, sicuramente un record nel 1966, ed è uno degli album maggiormente ricercati dai collezionisti (quotazione intorno ai 1000 dollari!). Il Gibson fuzz box di Burger, le distorsioni, il banjo elettrico suonato in maniera deviata, le “particolari” linee d’organo, il drumming tribale ed un basso incessante sono gli ingredienti principali del primo singolo ‘Complication’. Questo unico straordinario lavoro però non viene pubblicato al di fuori della Germania, decisione presa dalla label timorosa del pessimo riscontro che avrebbe potuto avere sia in USA e in UK per i temi “shock” trattati nel disco. Il gruppo si scioglie nel 1967…

(da Guida Garage Rock, Gremese Editore, di Emanuele Tamagnini e Alessandro Bonini)

 

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