Mondo Generator + Komatsu @ Init [Roma, 30/Novembre/2015]

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Quando arrivo all’Init e sento già la musica alta provenire da dentro il locale temo inizialmente di aver fatto tardi e che abbiano già iniziato i Mondo Generator, che mancavano a Roma da quasi 10 anni, il timore invece lascia ben presto il posto ad un senso di piacevole sorpresa nel vedere che a suonare sono gli olandesi Komatsu. La piacevolezza della sorpresa sta nel fatto che la performance della band di supporto era in forte dubbio dopo vergognoso furto (denunciato via Facebook oltre che alla polizia) avvenuto nel loro furgone proprio nei pressi della venue romana durante il pomeriggio. 
I ladri hanno portato via sia soldi che materiale del merch, ma soprattutto metà della loro strumentazione, un colpo durissimo per chiunque, figuriamoci per una band giovane, non famosa e lontana da casa. E’ stato quindi solo con l’aiuto degli stessi Mondo Generator, che hanno messo a disposizione i propri strumenti, che i Komatsu hanno potuto salvare il loro tour (UP).
 Non c’è troppa gente, me ne aspettavo sicuramente di più e quando mi posiziono facilmente sotto al palco per ascoltare la band d’apertura al mio fianco mi ritrovo proprio Nick Oliveri che sta anche lui seguendo il concerto in maniera molto divertita e coinvolta. 
Gli olandesi non sono affatto male, si mantengono principalmente su canoni stoner, senza disdegnare però anche incursioni in territori sludge o doom.
 Il fattaccio occorso nel pomeriggio aumenta prevedibilmente l’empatia tra la band di apertura ed il pubblico che risponde calorosamente come difficilmente accade durante l’attesa della band principale. 
Quando arrivano Nick e la sua banda c’è grande eccitamento, ma poi emerge una lampante disparità tra l’energia sprigionata sopra e sotto del palco, i Mondo Generator sono come delle trebbiatrici impazzite che travolgono a suon di decibel tutto quello che si trovano davanti, ma i presenti sotto di loro non vanno oltre l’headbanging e qualche urla di approvazione alla fine dei pezzi. 
La scaletta pare una sorta di omaggio alla carriera dello stesso Oliveri, muovendosi non solo nell’ambito della produzione dei Mondo Generator (in particolare da ‘Cocaine Rodeo’), ma anche con preziosi estratti sia dal repertorio Kyuss (‘Green Machine’, ‘Love Has Passed Me By’…) che da quello di Nick solista (‘Invisible Like The Sky’) e naturalmente dei Queens Of The Stone Age (‘Gonna Leave You’, che in mezzo alle altre sembra una ballata, ‘You Think I Ain’t Worth A Dollar, but I Feel Like a Millionaire’).
 Soltanto su ‘Green Machine’ si scatenerà finalmente un po’ di sano pogo in mezzo al pubblico, allora pensavo fosse lecito aspettarsi un coinvolgimento minore da parte dei Mondo, ma Nick e i suoi due compagni, l’ottimo chitarrista Mike Pygmie e Jeff Bowman alla batteria, non sembrano risentirsi affatto, anzi non si risparmiano da nessun punto di vista, dando tutto dal primo all’ultimo istante di show come solo chi non conosce mezze misure sa fare. Il clima non è rovente ed il pubblico non rende l’Init una bolgia come si converrebbe per i ritmi dei pezzi, ma Nick e soci si adeguano all’ambiente se non altro intimista della situazione dialogando simpaticamente in più frangenti con i presenti, rivelandosi dunque anche dei “tipi alla mano” nonostante le fattezze (veritiere almeno nel caso di Oliveri) da avanzi di galera…! In particolare il leader dei Mondo Generator verso la fine del concerto ricambia i tanti ringraziamenti da parte dei Komatsu condannando a sua volta il furto avvenuto nel pomeriggio ed invitando chiunque venisse a conoscenza di informazioni utili sugli strumenti a farsi vivo ed aiutare la band olandese. 
Nonostante l’attitudine “caciarona” e burbera Nick Oliveri e i Mondo Generator si rivelano un esempio non solo di professionalità, ma anche di durezza e purezza nel loro genere, stoner intriso di punk e metal, di quelli che non si fanno parlare dietro da nessuno. Onore.

Niccolò Matteucci

Foto di e con l’autore

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