Mondo Generator @ Jailbreak [Roma, 18/Novembre/2006]

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Convinta che ci sia una gran folla, non so perché, arrivo in largo anticipo al Jailbreak ancora semideserto. Puntualissimi iniziano i Doomraiser, band nostrana molto “appariscente” con tanto di croce gigante collocata sull’asta del microfono. Gradualmente accorre la gente, che ormai copiosa e coinvolta si compiace di questo doom metal ben suonato, seppur un po’ monocorde e ripetitivo a livello compositivo. I Doomraiser dalla loro però hanno una ridondante presenza scenica e sembrano usciti da un film di bikers anni ’80. L’esibizione comunque convince per impatto sonoro ed è molto apprezzata dal pubblico delle prime file. Nick Olivieri e i suoi salgono sul palco. Lui, soprannominato nei blog italiani “il pelato”, è a torace glabro nudo come sempre quando si presenta per i live, il basso “incorporato” e parte come una macchina. Inizia con due pezzi tratti dall’album “A Drug Problem That Never Existed” (2003): “Fuck You I’m Free” e “Here We Come”. Ma mi rendo conto che il locale non valorizza appieno i suoni deflagranti di Olivieri e della sua band, l’acustica è ovattata e i volumi veramente bassi, scarsi direi. Peccato. Ecco “Gonna Leave you” dei QOTSA di “Songs For The Deaf” in una veste tirata, ma non troppo, e supportata dalla platea in estasi che la canta a memoria. Le urla sgraziate e malate dell’ex Kyuss denotano un’energia instabile fatta di eccessi sonori e non, fra punk e virate metal, senza dimenticare momenti più psichedelici. Un’incursione in “Cocaine Rodeo” (2000) con “Shawnette”. Un’esplosione di riff impazziti percorre tutto il pezzo fino ad un assolo psych, dagli sconfinamenti punk-desertici. Poi è la volta di “Like You Want” sempre dall’album del 2003. E finalmente brani dell’ultimo “Dead Planet (SonicSlowmotiontrails)”: “All The Way Down”, “I Never Sleep”, “Lie Detector”, “Life Of Sin” e “Sonic Slow Motion”. In un crescendo che ora tocca la sua punta più alta. Ogni pezzo dura più o meno due minuti, anche meno, per un totale di venti brani circa di punk trito al rock più teso, serrato, cadenzato e veloce, senza sosta e pausa alcuna. Un rock buttato addosso che non puoi far a meno di dimenarti. E come di rito arriva una versione meno grintosa di “Auto Pilot” dei QOTSA di “Rated R”, cantata con una tonalità abbassata e forse ci piace di più l’Olivieri sgraziato che urla a squarciagola. La versione live del pezzo comunque è apprezzabile, dà un rilievo maggiore (rispetto alla registrazione di “Rated R”) ha una certa melodicità, soprattutto del refrain. L’ultimo pezzo è “Tension Head/13th Floor” dei QOTSA/Mondo Generator in cui la band carica tutta la sua spinta finale verso una danza irrefrenabile dell’inesausto Nick. Lui ha sul serio l’idea di come stare in scena, ma soprattutto è l’uomo dalle linee di basso efficaci e pervasive, corpose ed immediate, l’uomo pericolosamente creativo. I nuovi componenti dei Mondo Generator (Spud-Chitarra, Hoss-batteria, Ian Taylor-chitarra) suonano ben amalgamati, ma è solo lui a farla da padrone. Olivieri si dà tutto, completamente, senza filtri, e si getta letteralmente fra la folla. Alla fine del concerto un tale mi urta, mi dà una “spallata”… mi volto, è lui, l’Olivieri sudato e tatuato che neanche si gira, è sceso fra la gente e scappa via. Davvero un artista a nudo (e mezzo nudo, eeh ehh!!) con i suoi viaggi mentali-musicali, eclettico. Ottima esibizione, ma con Homme e compagni era un’altra cosa.

Mariagloria Fontana

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