Mondo Generator @ Init [Roma, 22/Settembre/2016]

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Tornano i Mondo Generator a Roma a distanza di quasi un anno. La location è sempre la stessa: il rassicurante Init che da sempre ha offerto, stagione dopo stagione, programmazioni dalle sonorità alternative, metalliche, passando dal punk al blues, dal doom allo stoner. Avevo già scritto del live di Nick Oliveri in acustico in una sudatissima serata di luglio 2015, un evento che mi incuriosiva perché ciò che apprezzo di più in Oliveri è la sua personalità e l’attitudine. E quando a suonare cover acustiche chitarra e voce lo si fa con una voce indiavolata e delle pennate schizoidi alla chitarra allora la cosa si fa interessante. Tuttavia, mi era rimasto il pallino di vedere i Mondo Generator, una delle band figlie di quel gruppo allucinante che furono i Kyuss. Fa decisamente meno caldo rispetto a quando incontrai Oliveri la prima volta e il locale è pressoché vuoto fino all’apertura dei Mr. Bison, un trio interessante proveniente da Cecina: due chitarre, una batteria, niente basso. Un sound certamente stoner che tende più al rock blues degli anni 70 che a quelle sonorità più cupe dei ’90. Comunque si erano guadagnati la mia stima già dal nome (chi è amante di Street Fighter può capire). Fanno una buona esibizione, il pubblico in sala aumenta sempre di più, apprezza e si prepara per accogliere i Mondo Generator. Il trio californiano attualmente comprende, oltre ad Oliveri, Mike Pygmie e Jeff Bowman, rispettivamente alla chitarra e al basso: stessa formazione dell’anno precedente a Roma, ormai rodata da quasi due anni. Quando i tre partono con la cover dei Kyuss ‘Molten Universe’ mi rendo conto che il pubblico è poco, ma decisamente buono, visto un gruppetto di fan fomentati abbestia (per usare l’esatta dicitura). E li capisco! La scaletta prosegue con ‘13th Floor’, dal loro splendido debutto ‘Cocain Rodeo’, ‘The Last Train’ e ‘F.Y. I’m Free’. Immancabili le cover dei QOTSA come ‘Gonna Leave You’ e ‘Ode To Clarissa’. Personalmente ho goduto quando è stato il momento di ‘Green Machine’ dei Kyuss, eseguita più o meno a metà concerto, culmine di un’esibizione che ha confermato le mie aspettative: semplicemente possente. In più la cerchia ristretta di presenti all’Init ha reso il tutto quasi “informale”. Per capirci, potevi muoverti senza problemi, volendo potevi salire sul palco e dimostrare il tuo disagio al mondo, ecco magari non potevi lanciarti… troppi spazi vuoti… Ad ogni modo, la chiusa spetta a ‘You Think I Ain’t Worth a Dollar, but I Feel Like a Millionaire’ che a me piace cantata esattamente come la canta e la suona lui. Finito il tutto, applausi e fomento, ritrovo l’ottimo Mike Pygmie e Nick Oliveri al bancone e gli scrocco una foto. Sono stati disponibili, ma un po’ stanchi… la prossima volta si meritano il sold out!

Marco Casciani

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