Mondo Cane @ Arena Civica [Milano, 25/Luglio/2010]

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Per il buon vecchio Patton mi concedo il lusso di un posto in quarta fila centralissimo e ripenso con invidia  ai fortunati che, qualche anno, fa videro lo stesso progetto a gratis. Questa sera all’Arena si vede di tutto: Pattoniani convinti arrivati da ogni dove, signore con il vestito buono, abbonati alla rassegna (nessuno però lascerà disgustato il proprio posto come capitò qualche anno fa con il progetto Moonchild al Teatro Manzoni), padri con figlie giovanissime e scatenate  e pure l’amatissimo sindaco di Milano Letizia Moratti. Siparietto gustosissimo quando il presentatore fa il madornale errore di annunciarne la presenza e da buona parte dell’Arena si alzano copiosi fischi che affossano il cittadino numero 1 di Milano. Presentatore imbarazzatissimo e Letizia che se ne andrà prima della fine del concerto.

Dai fischi si passa velocemente agli applausi quando sul palco si palesa l’Orchestra Filarmonica Italiana e quando appare Mike Patton, o Michele Pattone per noi che l’abbiamo adottato, tutta l’Arena è già ai suoi piedi. Purtroppo si nota subito l’assenza di Roy Paci, ma in fin dei conti siamo tutti convenuti per sentire l’ugola d’oro di Patton. La curiosità di sentirlo cantare in italiano e in napoletano è davvero troppa, anche perchè negli ultimi anni l’uomo dietro a decine di progetti si è distinto maggiormente sul versante spaccatimpani. La scaletta non presenta sorprese, è infatti identica a quella del concerto di Amsterdam. Che dire, la padronanza dell’italiano di Patton è davvero encomiabile, nonostante alcuni giustificati problemi di pronuncia qua e là. La sua voce svetta potente su tutto ed omaggia in modo sincero i classici della musica italiana. In quanto a presenza scenica, poi, è proprio imbattibile, nessuno oggigiorno riesce a catalizzare l’attenzione come fa lui. A questo giro non si è lasciato nemmeno andare a cazzeggi vari, solo ammiccamenti, qualche parola tra un pezzo e l’altro e uno sguardo magnetico. Talvolta basta davvero poco. Da brividi e punto più alto del concerto l’esecuzione di ‘Storia d’Amore’ con un finale alla Faith No More e un’ottima prestazione del percussionista. Standing ovation del pubblico ed un Patton stupito che si chiede : “Ma che cazzo! Cosa? Celentano è milanese? Forse sì eh!”. Ottime anche le scatenate ‘Urlo Negro’ e ‘Yeeaaah!’, ma d’altronde sono adattissime alle corde del buon Mike. Da lacrime agli occhi ‘Il Cielo In Una Stanza’, ‘Ore d’Amore’, ‘L’Uomo Che Non Sapeva Amare’, ‘Senza Fine’ e ‘Lontano, Lontano’. Pezzi che non vengono stravolti, ma che guadagnano una seconda giovinezza grazie alla voce sempre un po’ sopra le righe di Patton. Per il bis di ‘Una Sigaretta’ e ‘Sole Malato’ tutto il pubblica si alza in piedi mostrando il proprio ringraziamento all’Orchestra Filarmonica Italiana e soprattutto ad uno dei maggiori esponenti della musica contemporanea.

Chris Bamert

5 COMMENTS

  1. una serata da punto esclamativo. senza se e senza ma. e l’eterogeneità del pubblico ha colpito parecchio anche me. così come urlo negro mi ha fatto venire una pelle d’oca non indifferente.
    mi sa che ci siamo sfiorati anche qui! 🙂

    ps: cerca, se ti capita, su youtube il video del tragicomico incontro red ronnie – letizia moratti – mike patton pre concerto. in un certo qual modo, imperdibile.

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