Moltheni @ Circolo degli Artisti [Roma, 7/Novembre/2008]

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L’umidità non può nulla contro la rinnovata curiosità nel voler assistere ad una nuova esibizione di Umberto Giardini. Moltheni è artista unico. Sarà bene ribadirlo ancora una volta. Come unici sono i suoi amici-musicisti di lungo corso. Una band fantastica. Altre parole non servono.

La serata inizia presto e i perugini Il Colore Perfetto si ritrovano a suonare davanti a pochi astanti. La band che ha esordito recentemente con ‘Il Debutto’ è stata co-prodotta dallo stesso artista marchigiano, il quale ha regalato loro il testo del singolo ‘Un Giorno Qualunque’.

Poco prima delle 22.30 Moltheni e il quartetto che lo accompagna entrano in scena accolti da un boato. La sala è piena. Pienissima. ‘Vita Rubina’ e ‘Gli Anni Del Malto’ aprono il nuovo disco (‘I Segreti Del Corallo’) e lo show romano. Sempre posizionato alla sinistra del palco, Moltheni ha ora una folta barba e capello medio-lungo, al centro la sagoma imponente di Giacomo Fiorenza – bassista e guru di metà delle produzioni realizzate nel nostro paese – sulla destra il nuovo chitarrista Alessandro Fioroni, per finire con il portentoso batterista Gianluca Schiavon e la classe al piano di Pietro Canali. E’ un pubblico nutrito di donne e ragazze che cantano a memoria dall’inizio alla fine. In una recente chiacchierata telefonica Umberto ce lo aveva detto che avrebbe indurito e “allungato” i pezzi per una resa più “psichedelica” e questo anche grazie all’aggiunta del giovane chitarrista. Ogni brano catalizza, rapisce, la voce solca e lascia i segni sulla pelle. Applausi e ringraziamenti di ritorno. Dialoghi brevi con il pubblico a ricordare soprattutto con quanto entusiasmo Moltheni torni ormai annualmente a Roma. Ad un certo punto chiede se ci sono richieste particolari. Le urla rendono nitide ‘Misma’ e ‘Il Bowling O Il Sesso?’ e come per incanto arrivano le emozioni di quel recente passato. Ora è lo zenit del concerto. Perfetta simbiosi nella totale complessità del momento. ‘Nella Mia Bocca’ spalanca altre memorie, ‘Il Circuito Affascinante’ di altre ancora. Ma quando parte ‘Suprema’ mi commuovo, come allora, come sempre. Dieci anni di grande cantautorato proposti al massimo della resa sonora. Nell’ovvio bis iniziato sotto un battito di mani c’è spazio anche per la cruda e oscura ‘Montagna Nera’ dal sottovalutato EP del 2007 ‘Io Non Sono Come Te’. Alla fine un’alrtra sorpresa. Entrano 2/3 de Il Colore Perfetto in sostituzione di 2/4 della band di Moltheni. Parte ‘Un Giorno Qualunque’ e ad Umberto tocca la voce nella parte finale. Nel gran finale. Mentre Fiorenza muove il testone defilato, mentre tutti sorridono, mentre tutti sul palco a ringraziare. Di cuore. Moltheni rimane ancora, e per fortuna, un dono di pochi. Un dono prezioso.

Emanuele Tamagnini

2 COMMENTS

  1. Non conoscevo Moltheni dal vivo ma avevo la sensazione che ci sarebbe scappato il grande evento.
    E così è stato.Una voce la sua che davvero lascia il segno e una band a dir poco perfetta.
    SI capisce da come si muove sul palco che lui ricerca la perfezione sonora….i tempi li detta lui e non ammette imperfezioni.La sua voce è tagliente e ti crea il “groppo in gola”.
    Certo, non si può dire che l’originalità sia una sua caratteristica ..ma quello che fa lo fa bene, benissimo.
    Davvero un concerto in cui suoni volumi e acustica si sono fusi in una perfezione che al CIrcolo degli artisti
    raramente capita di ascoltare.
    Bravo Umberto e bravi tutti…pure il pubblico.
    Bruno

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