Moka + Design + Murmur + La Calle Mojada @ Traffic [Roma, 11/Maggio/2007]

440

Un’altra occasione per vincere l’insolenza e presenziare alla nascita ufficiale della Raise Records. Concepita e costituita lo scorso anno all’interno del Wax Recording Studio l’etichetta germoglia naturale dall’esigenza di convogliare una scena che si nutre di post rock, shoegaze, dream pop e indietronica. Dunque paesaggi eterei che vengono rappresentati anche dalla copertina dell’EP compilation “Clouds” composto da cinque brani di altrettante formazioni romane che rispondono ai requisiti di cui sopra. Moka, Design, Murmur, La Calle Mojada e i disciolti Zo.e. I primi quattro saranno anche i protagonisti dell’esibizione odierna in un Traffic pieno e dall’alto tasso d’attenzione composta e partecipante.

Intorno alle ventitre il giro di ricognizione mi porta seduto ad un tavolo di amici/amiche dove sono conosciuto come “Pippo”. Si discute del più ma soprattutto del meno. Di nostalgie scolastiche. Di un odio comune verso la matematica applicata. Di gossip. Di fashion. Di come nel 2007 ci sia ancora gente priva di una casella di posta (e-mail). Rilassante anticamera al cuore della serata. I primi a salire sul palco sono i Moka. Sette anni di attività sulle spalle consentono al quartetto di lasciare il segno attraverso quattro brani suonati come solo probabilmente in un anfratto del paradiso sarebbe consentito ascoltare. Dal recente album “Hopi” compreso “We Are X-Ray” brano incluso nella compilazione delle “nuvole”. Fantastici. Come fantastico è il livello sonoro che erutta dall’impianto del club (sinceri complimenti a Mr. Fonico). Di seguito è il turno dei Design, line up a quattro con correlazioni che conducono agli Zo.e, con all’attivo l’EP “Birthday” datato 2005. Meno cerebrali se paragonati ai Moka ma egualmente emozionali. Taglienti, coinvolgenti, come potrebbero essere i Karate a passeggio sotto una luna classicamente slintiana. Da “Clouds” presentano “P.R.”. Terza band in scaletta i Murmur. Quintetto ricamato dalla voce di Francesca (all’opera anche sul glockenspiel) e tratteggiato dalle linee di un violino che inizialmente rendono forse troppo cupa e tetra l’atmosfera di una proposta atta a scoprire territori sconosciuti in ambito folktronico, dalle tinte nere e dall’influenza Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra & Tra-La-La Band. Dall’EP debutto della Raise Records arriva “And The Wind Moves Her, Piano”. Dopo un’emersione al primo piano a base di ossigeno, nessuno ha il coraggio di presentarmi il tampinatore folle. Sconosciuto figuro che in assoluta solitudine traccia rette oblique di camminamento alla ricerca di uno sguardo (femminile) amico. Quando codesto personaggio si accasa sulla schiena della malcapitata è il momento di tornare underground per assistere al finale destinato al trio de La Calle Mojada. Di recente assemblaggio (stanno lavorando ad un Ep di debutto) i nostri musicalmente appartengono alla stagione shoegaze Vs dream pop. Tra il poker di pezzi presentati si staglia sicura la malinconia cara ai Trembling Blue Stars più ispirati. Orizzonti apparentemente carichi di foschia dove però è possibile leggere giù nel profondo a scoprire la “melodia”. Quella che in alcuni frangenti tocca davvero il cuore.

Sono le 2 del mattino. Dopo alcuni saluti sudati e appaganti vorrei stringere la mano al tampinatore ma preferisco stringere quella di un nuovo amico che riemerge nella tiepida serata tiburtina parlando di Cure e post rock. Segnatevi tutto. Prendete nota. E se potete concedete loro un applauso.

Emanuele Tamagnini

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here