Modey Lemon @ Traffic [Roma, 28/Settembre/2008]

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E’ Domenica sera ma, complici invalidità e impedimenti vari, non sono riuscito a vedere una fava in questo fine settimana. Stasera sulla carta invece ci sono due opzioni da scegliere. Gli Adicts e i Modey Lemon, i vecchi punk o i nuovi alfieri dell’indie rock americano. Scelgo i secondi, anche per inaugurare la mia prima calata nel rinnovato Traffic che, al piano di sopra, si presenta quasi come un piccolo salotto. Davvero elegantissimo. Fortunatamente la formula live rimane la stessa, pochi cazzi e ottima musica dal vivo. I Modey Lemon sono un gruppo americano di Pittsburgh, Pennsylvania, hanno fatto un po’ di dischi (che biografia accurata eh?) per la Birdman Records, la stessa di Morlocks e Bob Log III, e questa è l’ultima data di un tour che li ha portati a zonzo per mezza Europa. Al Traffic stasera non c’è tantissima gente, domenica maledetta domenica, ma il power trio non sembra accorgersene e, salito sul palco, darà vita a un concerto che avrà dell’incredibile. L’inizio è fragoroso con il batterista che comincia a martellare sui toms per far capire subito l’andazzo: a comandare la baracca sarà lui, il barbuto drummer che sosterrà per tutta la serata un ritmo indiavolato. La musica dei Modey Lemon è sostanzialmente un suono che dai Melvins incontra gli Helmet più cattivi abbracciando cavalcate post rock. I ritmi sono quasi satanici, sembrano degli Archie Bronson Outfit impossessati. La musica annienta e ammutolisce. Rimaniamo in silenzio, quasi in trance, durante le esecuzioni delle canzoni e poi esplodiamo in urlacci alla fine. Continuano a suonare sempre più veloci, profondi e abissali fino all’ultimo brano, una parata cosmica dove psichedelia, post rock, noise compongono una delle cavalcate più fantasiose che mi sia capitato di sentire. Come detto, molto del merito è del batterista, vero motore a propulsione nucleare della band, che la trasforma in un cavallo lanciato in una corsa al gran galoppo. Ma è anche merito di un bassista che, cincischiando con rumori alle tastiere, contribuisce a gelare i brani e di un cantante/chitarrista pronto per l’esorcista. I Modey Lemon non hanno bisogno di parlare, di farci battere le mani in alto, di chiedere se siamo sufficientemente r’n’r,  perchè hanno dalla loro il suono e il risultato è quello di stasera: un concerto vero. Quando tutto finisce restano gli eco dei riff, i rimbombi dello splash distrutto e la consapevolezza di uno dei concerti più belli di questo inizio di autunno.

Dante Natale

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