Modeselektor @ Piper [Roma, 15/Dicembre/2011]

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Roma come Berlino, almeno per una notte. Al Piper ci sono i Modeselektor, una delle realtà più splendenti ed appariscenti della scena berlinese che ormai da anni spopola tra i cultori di musica elettronica e tra i tossicodipendenti dell’ultima ora. I Modeselektor, che in sporadiche occasioni tramite la danza Metamor si sono fusi con Apparat divenendo Moderat, sono ora uno dei gruppi di culto della generazione Y, grazie anche al “divo” Thom Yorke il quale, tra complimenti e collaborazioni, li ha definiti come uno dei suoi gruppi preferiti. A loro non piace essere etichettati, un genere gli sta stretto. C’è chi dice techno berlinese, c’è chi dice IDM, c’è chi dice semplicemente elettronica. Io vi dirò che a mio parere il loro ultimo disco (come il loro recente live) è una bella tamarrata dai contorni glitch che riesce ad avvicinare come poche volte accade il più schizzinoso musicofilo al più infimo drogato sotto cassa. Senza contare la mole infinita di persone venute al Piper col semplice scopo di far sentire la propria presenza alla prima ragazza accondiscendente. Ma questa è un’altra storia. Concerti come questo non si possono ascoltare, ma si debbono vivere. Per questo motivo ci si altera la coscienza con sostanze stupefacenti e si da il la alle danze. E ci si prodiga così in una danza ad occhi chiusi che permetta di immaginare la musica, sfruttando al massimo tutti e cinque i sensi. Io ero là, e me ne fregavo della folla attorno a me, me ne fregavo dei dj e me ne fregavo anche delle immagini videoproiettate dietro il palco (niente di eccezionale a dirla tutta). Sono momenti in cui le cognizioni di tempo e spazio vanno a farsi fottere, momenti in cui il corpo è alla continua ricerca del battere, momenti in cui il cervello anela faticosamente per la vibrazione perfetta (che personalmente non ho trovato).

Il set dura circa un’ora e mezza, e alla fine dei conti mi piace ma non mi esalta (mi rendo conto che, per quanto mi riguarda, questo genere di eventi non potrei sopportarli senza la giusta dose di thc nel sangue). Un’ora e mezza in cui i Modeselektor hanno dato ampio spazio al loro ultimo lavoro (‘Monkeyland’, uscito quest’anno). Un’ora e mezza in cui hanno, se ce ne fosse stato davvero bisogno, confermato il loro odierno, straordinario stato di forma. Un’ora e mezza per ricordare che, al momento, sono una delle realtà più capaci ed interessanti (e sotto molti punti di vista, più pop) del panorama elettronico europeo. E questo vi pare poco?

Stefano Ribeca

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