MØ @ People's Place [Amsterdam, 26/Marzo/2014]

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Ad Amsterdam fa freddo. Una giornata di quelle da non ricordare soprattutto se ad accompagnarti come un’ombra ci si mette anche una leggera brezza e un grigiore che solo da queste parti è così marcato. Il People’s Place di Stadhouderskade è un posto “strano”. Non che sia brutto (anzi) ma sicuramente desueto per i nostri standard incancreniti, per la nostra idea (vecchia) di club destinato alla musica. Bene, in questa parte della città, attraversata dalle rotaie del tram bicolore, ritorno volentieri dopo qualche anno di assenza, qualche anno di assenza da Amsterdam intendo. E ritrovo tutto come era allora (= inizio nuovo millennio). Solito turismo becero cerca sballo (Italia rules), riconoscibile dall’accento sboccato, dallo sguardo perso nel vuoto, dall’abbigliamento rigorosamente corrispondente a tuta(ccia) + scarpa da ginnastica con molle e cuscinetti d’aria, da un’età media che incredibile a dirsi supera certamente i 30-35 anni di età. Tristezze connazionali a parte, il non-conformismo di Amsterdam, i canali, la gentilezza diffusa della gente (del posto) fanno sicuramente pendere l’ago della bilancia in favore dell’agognata parola “ospitalità”.

La danese Karen Marie Ørsted aka , si porta dietro il fardello (purtroppo) della “nuova Grimes”, bellezza tutta nord-europea, bionda, alta, poco più che 23enne, fresca debuttante con il piacevolissimo ‘No Mythologies To Follow’ dopo una sequenza di clip e singoli da far paura (EP ‘Bikini Daze’ incluso), forte di collaborazioni multi-tutto in spalla ad Avicii 🙁 e Diplo :). Labbra carnose sparate in copertina che gonfiano un palloncino di chewingum, produzione affidata (tra gli altri) anche a “quelli” che hanno curato l’insulso affare Rhye, sentimenti e riferimenti che si spostano come il vento tra synthpop, Lykke Li, pop ’60, electroqualcosa, furbizia da epoca smart. C’è gente, siamo sopra, una sorta di galleria balconata, Karen si presenta in un agile vestitino nero scollato, capelli raccolti, accompagnata da tre ragazzi, la sua band (Dj, chitarra e batteria). Circa 90 i minuti di show per oltre una dozzina di brani, praticamente tutto il disco d’esordio, un paio di singoli extra (credo) e nella chiamata di ritorno anche le Spice Girls di ‘Say You’ll Be There’. Evidente influenza d’adolescenza non sopita. si muove bene, sensuale, sinuosa, scalda il pubblico eccitato, niente di trascendentale, niente di imprescindibile, ma sicuramente molto più godibile di tante altre electrofanciulle giunte alla ribalta spinte dal caso e da una pacca sul culo. Io e la mia amichetta non ci siamo nascoste. Per oltre metà di set abbiamo zompettato e ballato come si conviene ad una festa a cui si è stati fortunatamente invitati con tutte le cortesie del caso. Finito lo spettacolo il videowall ha avvertito che l’artista dalla Danimarca arrivata si sarebbe fermata per 15 minuti con il suo pubblico. Ulteriore occasione per “scendere” a valle e conoscerla da (più) vicino. Carina e disponibile. E come dice il nostro “capo”… circoletto rosso perchè no.

Silvia Testa