Misfits @ Alpheus [Roma, 19/Settembre/2010]

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I Misfits arrivano a Roma per chiudere il loro ‘European Invasion Tour 2010’. Questa è la 16esima data in 19 giorni. Sono stanchi ma felici. L’Alpheus non aiuta a sciogliere l’acido lattico: la temperatura è bollente e per alleviare i litri di sudore serve tanto ghiaccio che Jerry Only per tutta la sera si farà infilare dietro la schiena. Da quando il bassista ha riformato la band nel 1995 i Misfits sono stati un’inarrestabile macchina da soldi, complice anche qualche band ben più forte e influente che li cita continuamente. Il logo e la mascotte Tield sono comparsi su strumenti musicali, magliette, scarpe, cinte, tazze, guanti, cappelli, spille, poster, adesivi, dischi, pupazzetti, giocattoli vari, bracciali, portafogli, portachiavi, portapenne, e chissà quante altre cose. Prevedibile quindi che ci sia il pienone, oltre mille presenze, giovani e giovanissimi in larga maggioranza, quasi tutti con la maglietta dei loro idoli. Alcuni con le magliette dei Black Flag ad omaggiare Dez Cadena e Robo che oltre ad essere ormai pianta stabile della band del teschio hanno militato anche nella prima formazione della seminale band hardcore californiana. In ossequio all’idea sabbathiana di connubio tra musica e horror i Misfits si truccano il viso per sembrare dei mostri, Jerry ha inventato e sfoggia con orgoglio la sua pettinatura “devilock” (un sottile ciuffo di capelli che va davanti la faccia dritto sul naso giù fino al mento) che resiste incollatissima per tutta l’ora e un quarto di concerto, molto di più di tutte le creste che a metà dell’opera s’erano già afflosciate per il caldo.

I kids romani comunque sono fan appassionati e conoscono a memoria molte delle canzoni del repertorio; sia quello dell’era Danzig come ‘20 Eyes’, ‘London Dungeon’ e ‘Earth a.d.’, sia quello degli ultimi 13 anni come ‘Saturday Night’ e ‘American Psycho’. A proposito, se andate a un concerto dei Misfits evitate di salire sul palco durante la lunga e ipnotica introduzione di ‘American Psycho’, Jerry Only pensa che non sia il momento giusto e vi tira giù a calci in culo. Sul palco niente scalette scritte e i tre musicisti americani, andando a memoria, non escono mai dal recinto della set-list che hanno portato in tutta europa in queste 3 settimane, inutile quindi sperare nelle canzoni mancanti come ‘Last Caress’. Ci sono 33 canzoni + 3 canzoni di bis e si fanno 33 canzoni + 3 di bis. Tre sono delle cover dei Black Flag: (‘Six Pack’, ‘Thirsty and Miserable’ e nel bis la pogatissima ‘Rise Above’). Tre anni fa al Circolo degli Artisti, quando alla batteria c’era Marky Ramone oltre alle tre cover dei Black Flag ci furono anche 3 cover dei Ramones. Insomma tutto secondo copione, tutto liscio liscio dall’incipit di ‘Halloween’ fino al gran finale di ‘Die, Die My Darling’. Tutto molto preciso (ma ci vuole poco), volume bello alto, cantato che sembra parodiare il vecchio Elvis senza mai incazzarsi troppo come facevano invece i cantanti hardcore, pose, pose e ancora pose, i numeri di ogni sera, ad esempio strappare una ad una le corde le basso a fine concerto, ci vuole una bella forza e la cosa impressiona i piccoli fan. Bella nota di merito per la scelta di non mettere la sicurezza sotto il palco, chi fa stage diving arriva sul palco batte il cinque sulla spallona sudata di Jerry Only e si ributta, per quasi un anno il bassista ha combattuto nel Wrestling si saprà difendere da qualche fan anche se fosse… I Misfits dal vivo sono esattamente quello che ti aspetti: “One-Two-Three-Ooh-Tum-pa-Tum-pa-Tum-pa” per quasi tutte le canzoni, basso e chitarra che escono molto lo-fi, semplice ma estremamente divertente come una festa di Halloween un mese e mezzo in anticipo. Valevano i 16 euro? Secondo me si. PS. Sto giro niente sulle band di supporto, non per non creare polemiche, semplicemente sono arrivato sull’ultimo accordo della seconda band. Peccato perchè mi sarebbe piaciuto rivedere i Qali e soprattutto sentire per la prima volta i vecchi Fingernails; sarà per la prossima.

Giovanni Cerro