Miles Cooper Seaton + C+C=Maxigross @ Le Mura [Roma, 21/Marzo/2015]

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Una band italiana è attualmente in tour con Miles Cooper Seaton (voce/basso degli Akron/Family). Il chitarrista nativo di Seattle stabilitosi a L.A. si trova infatti nel nostro paese per presentare l’esordio solista ‘Phases in exile’… e non solo. Miles è stato scelto dai C+C=Maxigross per partecipare alla stesura del nuovo album, quello che sarà il quarto lavoro dell’attivissimo collettivo psych-folk. La band veneta dunque continua a sviluppare le sue collaborazioni internazionali come già avvenuto nell’ultimo lavoro ‘An instantaneous journey’ (2014), realizzato con il cantautore Martin Hagfords per un album composto da sei tracce folk-rock abbracciate da una gentile e pacata psichedelia. Un progetto alquanto distante dal precedente ‘Ruvain’ (2013), primo vero disco del gruppo, composto da brani che spaziano dal folk al country, dalla psichedelia al cantato a cappella, in italiano e in inglese. Insomma, una valanga incontenibile di materiale che personalmente ho ascoltato più e più volte e apprezzato tantissimo. È la prima volta però che ascolto i C+C=Maxigross live, quindi decisa e curiosissima riesco a guadagnare la prima fila del pubblico (che ha abbondantemente riempito il locale) per trovarmi faccia a faccia con la tanto attesa band. Già dalle prime note i quattro della Lessinia, accompagnati nel live proprio da Miles Cooper Seaton, non deludono le mie aspettative proponendo una scaletta contenente brani provenienti da tutti i lavori precedenti, tra i quali ‘A freak can’, ‘Ten dark Wednesday’ e ‘Low Sir’, quest’ultima direttamente dall’ep d’esordio ‘Singar’ (2011). Il collettivo suscita la calma energica delle montagne riuscendo ad accompagnare l’ascoltatore tra suoni evanescenti, talvolta cullandolo tra l’eco delle vallate tra immagini che rievocano praterie e verde sconfinato, talvolta investendolo con ondate di genuina folk-psichedelia ’70 valorizzata dalla sapiente giustapposizione di linee vocali curatissime e tastiera. Un gruppo che su un palco più grande e in una situazione più ariosa avrebbe sicuramente dato il meglio, ma che ha saputo trascinare il pubblico nel suo vortice di colori e paesaggi sospesi tra ieri e oggi anche in un locale piccolo e accogliente come Le Mura. Assolutamente da rivedere.

Melania Bisegna

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