Milenasong @ Traffic [Roma, 2/Ottobre/2007]

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La serata ideale. Per gettarsi nel meandro della tangenziale quasi deserta. Un evento evidentemente importante quanto evidentemente futile sta trattenendo molte persone davanti allo schermo televisivo. Un’attrazione troppo forte. Un’occasione troppo ghiotta per veder sfilare sopra la testa le luci della strada e provare a contarle. Per prendere la giusta rotta direzione Traffic. Un’altra piccola gemma da scoprire nella serata ideale. Tra pochi amici stanchi e sorridenti. Tra un bicchiere del solito (leggendario) whiskey affumicato al retrogusto trota salmonata e una carrellata di colorati volantini proposti all’entrata.

La protagonista è Sabrina Milena – Milenasong assieme al chitarrista Mark Axiak – musicista, poetessa, pittrice slovena di origini norvegesi con una residenza spola tra Londra e Berlino. Tra le tante fermate italiane anche Roma. A supporto del debutto “Seven Sisters” prodotto (e non è un caso) da Bernd Jestram chitarrista e programmatore dei manipolatori dell’indietronica Tarwater. Sabrina è una ragazza dai lineamenti marcati, mediterranei, logorroica e simpatica. Il set è cesellato da canzoni dall’intelaiatura home made. Dall’atmosfera volutamente crepuscolare. Dove si stacca la voce trasognata dell’artista che sgrana e perfora un insieme di loop e tappeti elettronici argomentati da una vasta gamma di pedali presente ai suoi piedi. L’idea minimalizzata di folk. Dilatata nella notte. Con l’ombra della guida Matt Elliott. Dunque anche trame drammatiche. Profonde. Che ben si sposano con la voglia di comunicare della Milena. Presenta un brano nuovo e ricorda che è disponibile solo in vinile. Poi ancora quando ci tiene a far sapere che alcune versioni casalinghe non sono dopotutto male. Inginocchiata a curare tutte quelle manopole. Scherza con un microfono “pericoloso”. Sorride e imbraccia la chitarra. Sorride ad una serata ideale. Al suo nuovo pubblico. Alle luci sopra la mia testa.

Emanuele Tamagnini

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