Mi Ami @ Traffic [Roma, 9/Aprile/2011]

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Le premesse per una serata tranquilla e felicemente “alternativa” c’erano tutte. Io e Aguirre, il clima frizzantino misto maglioncino sulla pelle, la curiosità di vedere la nuova location del Traffic, il ritorno romano dei Mi Ami a supporto del nuovo EP ‘Dolphins’. Impossibile chiedere di più. Il locale di Via Prenestina sembra “isolato” dal resto del mondo (meglio), spazioso, con l’inevitabile aria di nuovo, un bel palco, accogliente nell’anti-salottino. Non siamo numerosi ma alla spicciolata arrivano le facce note e gli amici che ritrovi sistematicamente sul campo allorquando c’è da assistere a concerti(ni)-nicchiosi-mediamente importanti-altamente stimolanti. Fin qui la cronaca di una normalissima seratina da raccontare.

Intorno alle 23 e qualcosa, dopo l’apertura toccata ai romani The Real Miracolo (correlati ai That Noise From The Cellar), i due Mi Ami “rimasti” in gioco salgono sul palco. Si capisce subito perchè il barbuto Jacob Long (che con Daniel Martin-McCormick divideva i Black Eyes) abbia deciso di abbandonare. Il biondo Damon Palermo (che qualche istante prima chiede alla barista indicazioni per andare a nuotare il giorno dopo… speriamo possa essere stato accontentato ed affogato) e l’emerito coglione del compare, Daniel Martin-McCormick appunto, si sono ormai trasmutati in un duo di sciatta elettronica da osteria, proprio come il progettaccio solista a nome Sex Worker che lo stesso McCormick aveva inaugurato due-tre anni fa.

Parte il primo pezzo dopo urla e parole a casaccio che lo introducono, prende vita la macchina (!) di effettacci e compulsioni pseudo-danzerecce da balera, ed il coglione di cui sopra rimasto in calzini blu, vede bene di far roteare il filo del microfono avendo capacità motorie ridotte vicino allo zero cerebrale. In un attimo il microfono si stacca partendo come un missile e andandoMI a colpire tra la tempia e l’orecchio, rimbalzando poi in pieno petto sul mio amico. Il dolore al momento non è registrato, non avendo bene capito cosa sia successo, mi giro frastornato e vedo in terra il “proiettile” appena scagliato dallo spastico… lo prendo e invece di centrare quella sua faccia da cazzo mi limito a lanciarlo in fondo al palco.

Accortosi evidentemente di averla fatta abbastanza grossa comincia a smanettare in maniera infantile sui suoi attrezzi… poi prende un altro microfono ed invita la gente ad avvicinarsi, ma non gli basta, scende giù e inizia a spingere i presenti per portarli più avanti, io non mi faccio “prendere” mentre il mio amico non ne vuole sapere di farsi spostare dal coglionazzo. Questi per tutta risposta, rimanendo a debita distanza, comincia a riversargli addosso parole senza senso con fare minaccioso per qualche minuto, quindi interviene un terzo baffuto Mi Ami a tenerlo lontano e poi spiegando ad Aguirre che è normale magari essere colpiti… che in America si fa così… che bla bla. Appena inizia il secondo inascoltabile brano che non farebbe ballare neanche un tronco umano, pensiamo bene che la nostra serata debba finire all’istante.

I Mi Ami non sono più quei Mi Ami. E chi nasce coglione non può che morire coglione. Mentre scrivo il dolore alla testa continua… non so proprio come finirà.

Emanuele Tamagnini

12 COMMENTS

  1. Per motivi contingenti non ho potuto partecipare a questa “splendida” performance dei MI AMI, e giuro che mi dispiace per davvero che Vi siete presi le microfonate addosso, spero che non abbia serie conseguenze……….ma lo devo dire: questa è una delle più belle recensioni che abbia mai letto su questa testata!!!!! Onore a te e a Carlo/Aguirre, siete dei GRANDI!!!!!

  2. Ahahah, allora ti è andata bene: pensa se invece di imitare fantozzianamente Roger Daltrey col microfono si denudava alla Iggy e poi faceva roteare i pantaloni! 😀
    Mi spiace per la capoccia, spero non sia nulla di grave. (Almeno una volta uno si faceva male ai concerti belli…) Io non c’ero, e per una volta c’ho visto lungo (peccato che non c’ero manco la volta prima…però vidi i grandissimi Black Eyes all’Init). Dispiace per i Mi Ami, che – coglionaggine umana a parte – hanno preferito andare appresso a un trend fesso anzichè rilanciarne uno bello come stavano facendo fino a poco fa.

  3. ahahah, ho capito chi e il tizio, l’ho visto qualche mese fa sotto le spoglie di sex worker che apriva a qualcun altro, ma non si e azzardato a fare nulla ti tutto cio. peccato … l’avrei picchiato volentieri

  4. In questi casi andrebbe denunciato il fonico. Se un gruppo fa queste cose, i microfoni andrebbero fermati al connettore con ll nastro adesivo.

  5. per Tamagnini e Aguirre: stasera al Circolo avrete la possibilità di risalutare il vostro caro amichetto Ital/McCormick…..mica ve la farete sfuggire, vero?!?!

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