Metùo + La Calle Mojada + Piano For Airport @ Mads [Roma, 29/Maggio/2009]

425

Dreamy Night, recitava il lancio della serata curata da Lenti Eventi. E serata sognante e composta è stata. Che è riuscita a vincere l’apatia di un giorno pre-ponte lungo, l’afa presto tramutatasi in folate di vento freddo, le solite scuse da complessi cervellotici della vita quotidiana, che affligge ed obnubila le menti. Il locale limitrofo alle mura di S. Lorenzo si va popolando a partire dalle 23, quando sul palco sono già saliti i Piano For Airport. I “nerd” più indefessi sono sempre presenti e al loro posto – dal Gherardi al Fontecedro, dal Ceccobelli al Natale. Un wild bunch duro a morire, come la voglia di stare in mezzo alla gente in eventi come questo. Con volti tranquilli, sereni, sinceri (soprattutto). Un piccolo mirabile ricamo organizzativo che questa volta ha scelto sonorità d’ascolto ed emozioni, legate al nodo principale dallo stesso filo.

Il quartetto dei Piano For Airport propone un post rock dai tratti malinconici ed autunnali, giovani promettenti all’esordio con l’EP ‘Much More’, strumentalmente validi soprattutto nella prima parte della loro esibizione. La “leggera dose d’elettronica” presente nel sound proposto funziona e convince, riuscendo a strappare applausi ai convenuti. Tra CD usati e merchandising colorato di nuovo, inizia il via-vai prima dell’esibizione de La Calle Mojada, recentemente posizionata in apertura dei 65daysofstatic. Anche loro presentano il nuovo EP ‘So Far From Winter To Fall’, e possono finalmente riprendersi il palco del Mads, dopo aver sfortunatamente “saltato” la prova durante la Festa del nostro benemerito sito. L’inizio non fa presagire nulla di buono, colpa di un cavo della chitarra rovinato, che decide di sua sponte di fare i capricci. Per individuare il “colpevole” ci vogliono una dozzina di minuti, e poi, seppur con qualche problemino di riverbero, il trio riesce a partire. L’esibizione è in crescendo. Collaudati, precisi, emozionanti. Radio parterre conferma che il finale è piaciuto moltissimo. Tanto gusto e raffinatezza. Come sempre.

Vanno via come il pane My Bloody Valentine, Galaxie 500 e Mazzy Star. Del resto si rimane in tema con la serata. Mentre continua il Dj set che vede selezionatrici d’eccezione le tre fanciulline di casa Lenti Eventi. Un rapido cambio di palco e poco dopo la mezzanotte ecco comparire il duo fiorentino dei Metùo. Tommaso e Giorgia arrivano forti un debutto magnifico. ‘Toy Shop’ è elettronica del cuore che arreda di vivido colore l’ambiente e rende l’atmosfera satura di “sensazioni”. Non a caso a fine giugno apriranno il concerto romano dei Telefon Tel Aviv. Non a caso. Laptop e tastiere varie. Ma soprattutto una perfetta metà artistica. Da un lato Master T, serio, concentrato, anima pulsante e macchina motrice – dall’altro la piccola bambolina vestita di pastello e pupazzetti, alle prese con cento e una trovate sonore. Laptop, chitarra caleidoscopica e glockenspiel a parte, Giorgia disegna il sottofondo con campanelli, trombette, giocattolini, pistole trasparenti, un piccolo sax in plastica, mentre spara luccichini e profuma il pubblico con un dolce spray. Produce bolle di sapone come se volesse ricopririci con un tappeto di fiori, lancia in orbita la voce, quando i brani diventano più serrati. I Metùo confermano dal vivo la sorprendente bontà rilevata su disco. Se non conoscessimo la provenienza toscana potremmo tranquillamente puntare su una aglosassone. Un quarto d’ora dopo la una, si congedano tra gli applausi convinti delle persone, che fino a quel momento avevano mosso la testa ad accompagnare quasi in simbiosi i downtempo del duo.

Il vento tagliente che fuori ha ormai preso il sopravvento sulla fine di maggio, non allontana tuttavia il profumo e il ricordo di una serata adorabile. A rigenerare i sensi e ristorare l’anima. Fine.

Emanuele Tamagnini

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here