Melt Banana @ Circolo degli Artisti [Roma, 28/Maggio/2008]

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Ritornando al concetto egregiamente espresso dal Sensei della non ostentazione di presunte conoscenze musicali, vorrei approfittarne per puntualizzare che i Melt Banana sono composti da due donne e due uomini, quindi, non sono ancora in grado di poter ambire all’articolo femminile davanti al nome del gruppo come vorrebbero azzardare alcuni redattori di free press poco interessati a questi “piccoli” dettagli. Ma vabbè. Al Circolo degli Artisti stasera ci sono i rappresentanti di più o meno tutte le scene musicali della capitale. Sotto al palco si è quindi creato un bell’arcobaleno di magliette dei Dead Kennedys accanto a magliette di Autechre, teste rasta munite che condividevano lo stesso metro quadrato del mettallaro lungo capelluto che profumava di shampoo alla mandorla moldava o di altri prodotti cosmetici inaccessibili ad un normale essere umano. Davanti a questa coreografia hanno suonato prima i Real Swinger con il loro punk ’77 che sono riuscito ad ascoltare solo nei 30 secondi finali dell’ultimo pezzo, e poi i sempre all’altezza Inferno. L’esibizione di questi ultimi è stata come sempre clamorosa, anzi forse anche meglio. Il compromesso storico tra i film di fantascienza anni ’50, i Carcass e Ridolini questa sera è ancora più devastante e demenziale ma allo stesso tempo ballabile. Er mejo gruppo de Roma. Ancora.

Cinque minuti prima dell’inizio dei Melt Banana mi piazzo sotto il palco in prima fila come l’altra volta, e come l’altra volta le danze ci mettono un po’ prima di scatenarsi. Sarà forse che i ballerini siano stati completamente ammaliati dalla bellezza della cantante, Yasuko, o forse dall’incredibile gamma di suoni del chitarrista, Agata, ma fortunatamente dopo poco il pubblico dà il suo benvenuto alla band e i giapponesi ricambiano con un set tiratissimo. Agata, chitarrista poco avvezzo alla melodia, non fa che sfornare rumorismi a frequenze altissime, il batterista corre velocissimo e Yasuko ci delizia con la sua vocina da adolescente nipponica e svariate pose sensualissime. Come lo scorso concerto anche questa volta la seconda parte della scaletta è dedicata ad 8 pezzi della durata di 30 secondi ciascuno. Questa è musica cazzo! Non nego di aver provato qualche brivido durante le canzoni di ‘Cell Scape’, uno dei dischi che da adolescente ho consumato fino a conoscere a memoria ogni fill di batteria ma anche i pezzi del nuovo ‘Bambi’s Dilemma’, seppur non paragonabili al disco precedente, sono comunque un ottimo materiale per chi ha voglia di sentire blast beat, chitarre assolutamente anti-melodiche e qualche influenza dell’hardcore americano. Bel concerto e bell’atmosfera, peccato non fosse Sabato per ubriacarsi fino a tarda notte, che domani bisogna studiare. Dio maledica la sessione estiva!

Andrea Di Fabio

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