Massimo Volume @ Mercati Generali [Catania, 12/Marzo/2011]

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E’ stato come me l’aspettavo e forse anche meglio. I Mercati Generali sono tra i locali più apprezzati della movida catanese, luogo mitico della musica live dalla quale sono passati autentici pezzi di storia musicale, sia italiana che internazionale. I Massimo Volume non fanno ovviamente eccezione. Sono tra gli eredi musicali di spicco di un ventennio che ha lasciato la maggior parte dei loro colleghi fermi al palo a citarsi addosso o a tentare strade assolutamente fallimentari. Tornati dopo sei anni di silenzio, è ormai da quattro che sono tornati prepotentemente sulla scena, pubblicando anche un nuovo disco, ‘Cattive Abitudini’, che sarà in buona parte protagonista della scaletta di questa sera.

Arriviamo intorno alle dieci e mezza e non troviamo praticamente nessuno in fila al botteghino, segno che i cancelli sono stati aperti già da qualche ora. Il lungo vialetto che separa l’ingresso dalla struttura vera e propria lo vivo con una certa ansia, era tanto tempo che aspettavo questo concerto. Di fronte all’ingresso ci fermiamo a parlare con dei conoscenti, nell’attesa che inizi lo show che si terrà nella sala più grande del locale. Alle 23 esatte, come un tuono nel silenzio, sentiamo la band che attacca ‘Robert Lowell’  e immediatamente ci precipitiamo verso il palco. Scendendo le scale vedo i fari che illuminano il palco. Le luci vestono i quattro musicisti bolognesi che mai come adesso sembrano provenire da un altro mondo. Mimì Clementi è al centro, infilato in un completo nero con cravatta rossa e gialla. Dietro di lui c’è Vittoria Burattini, metricamente perfetta e di una potenza sonora inaudita. Rispettivamente a sinistra del pubblico Egle Sommacal, chitarrista che non ha bisogno di presentazioni e a destra il nuovo acquisto dei Massimo Volume, Stefano Pilia, che si dimostra in questo live ampiamente all’altezza del ruolo ricoperto. La compostezza dei Massimo Volume è esemplare. La loro presenza sul palco è immensa ed imponente. E’ spiazzante vedere come il pubblico reagisca con attenzione alle parole recitate a memoria ma che sembrano sgorgare naturalmente come se fossero concepite sul momento, che si intrecciano con fili di delay e arpeggi infiniti. Un  rito oscuro in cui Clementi è il sacerdote.

La scaletta idealmente sembra divisa in due parti. ‘Robert Lowell’ apre il concerto, dando spazio da qui in poi quasi esclusivamente a ‘Cattive Abitudini’. ‘Litio’ fa esplodere il pubblico e il concerto sembra prendere finalmente il via. Il palco esercita sui presenti una visione ipnotica difficile da resistere. Tra il pubblico scorgo anche Cesare Basile, che osserva con attenzione tutto lo show dell’amico Emidio, non perdendosi neanche una nota. Alle 12.10 abbandonano il palco dando la buonanotte. Ma c’è tutto il tempo per fare un bis, lasciare nuovamente il palco e tornare per il colpo di grazia. Questa è stata forse la parte del concerto più intensa, a mio parere, in quanto i Massimo Volume hanno ripescato dal loro repertorio tutti i loro brani storici che dal vivo sprigionano ancora più energia e si immergono in emozioni nuovi.
Ed è stato proprio come me l’aspettavo, anzi meglio.

Johnny Cantamessa

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