Massimo Volume @ Circolo degli Artisti [Roma, 3/Dicembre/2008]

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In troppi, forse, sono rimasti fuori dal Circolo a sperare di poter entrare. La reunion dei Massimo Volume in concerto a Roma, dopo molti anni, ha registrato il tutto esaurito, con la sorpresa di molti. Clementi e soci aprono con ‘Atto definitivo’. L’esibizione è toccante, meravigliosamente disturbata. È un pugno allo stomaco che attendevamo da anni e che ci viene inferto verso dopo verso, nota dopo nota. Il profondo avanzare del basso di Clementi incornicia, sottolinea le parole sofferte, l’incedere malato dell’accecamento quotidiano. I Massimo Volume sono forse ancora più bravi, più “maturi” artisticamente  di  quando li abbiamo lasciati. Sono coerenti, fedeli a loro stessi con una profondità e una consapevolezza dei propri mezzi che non conoscono eguali (Afterhours a parte, ma è un discorso molto diverso) tra le rock band italiane di “quei favolosi anni novanta”.

Acquisiti nuovi spessori umani ed artistici, Clementi non sdrammatizza, non ironizza su nulla, tranne che con una brevissima battuta: “ho comprato una camicia nuova per questa sera”. Le luci sono rosse come drappi  grondanti sangue, sangue dietro alle spalle dei ricordi, delle persone amate, dimenticate o perse per strada nel corso degli anni. La nenia recitata è vissuta nel suo svolgersi dalla stessa band. Clementi trasuda parole, le vive nell’immediato della sua rappresentazione, è corpo e anima; è doloroso, ma necessario. Fastidiosamente autentico tutto quello che suonano, neanche uno sprazzo di ironia, non c’è necessità di essere ironici in questo spazio di vita, dove non si ha paura di guardare la, talvolta, spaventosa quotidianità. C’è la forza delle parole parafrasando il “loro primo dio”. I brani dei Massimo Volume potrebbero essere la colonna sonora, se si facesse una trasposizione cinematografica, del libro di Marco Philopat “Costretti A Sanguinare”. Stesso disperato raccontarsi, medesima tensione verso una ricerca. Si susseguono: ‘Qualcosa Sulla Vita’, ‘Stagioni’, poi ancora ‘Seychelles ‘81’, ‘Dopo Che’, ‘La Notte dell’11 Ottobre’, ‘Altri Nomi’, ‘Ronald, Thomas ed Io’, ‘Alessandro’,’Vedute Dallo Spazio’. Ma arriva anche il momento dei saluti, dopo un’ora e mezza circa. Ci piace concludere questo report citandoli così: “E’ venuto il momento di andare, e di dimenticare ciò che era e ciò che è stato, ciò che era e ciò che è stato. Chiameremo nuovi numeri e avremo altri nomi”. Una maieutica del dolore: Massimo Volume. Nuovi eppure gli stessi.

Mariagloria Fontana

Foto di Marco Ceccobelli su: Nerdsphotoattack

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