Massimo Volume @ Blackout [Roma, 21/Novembre/2013]

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E’ difficile credere che sia già passato un lustro dal “ritorno” sulle scene dei Massimo Volume, solo un anno in più era trascorso tra l’addio nel 2002 e l’acclamata rentrée caratterizzata da tour immortalato in un live, l’album ‘Cattive abitudini’, uno split con i Bachi da Pietra e ancora concerti. In mezzo anche due nuovi libri firmati da Emidio Clementi, i lavori solisti di Egle Sommacal e soprattutto Stefano Pilia, entrato nella band proprio dal 2008 e attivissimo tra In Zaire, un nuovo album condiviso con Paolo Spaccamonti e qualche concerto (anche all’ultima edizione dell’ATP il prossimo weekend) con il progetto Il Sogno del Marinaio insieme ad Andrea Belfi e al grande Mike Watt.

Mancavano allora Mimì e soci ed è un piacere riabbracciarli di nuovo con un altro bel disco, ‘Aspettando i Barbari’, e un live che li vede ancora in forma smagliante, eleganti, incisivi con pochi fronzoli, giusto qualche schermo per mandare video e visual vari alle spalle e nessun opener. Un piacere vedere il Blackout così pieno a metà settimana nonostante il freddo e la pioggia battente, Emidio è in pantaloni, camicia e cravatta nera, sempre magnetico. “One, two, three” di Vittoria Burattini, totemica alla batteria, e si comincia con ‘Dymaxion Song’: il recitar cantando di Emidio non perde un’oncia del suo fascino neanche ora che la sua voce è leggermente più arrochita. Tra le righe del nuovo album, riproposto praticamente per intero, emergono prepotenti la claustrofobica ‘Compound’ e la title track: aloni scuri, un clima quasi venefico che pervade buona parte delle tracce sottolineato dallo sferragliare delle chitarre spesso metalliche e lancinanti. Del ‘nuovo corso’ impossibile non menzionare anche ‘Fausto’ e soprattutto ‘Litio’. La storia, invece, passa attraverso ‘Il Primo Dio’, sempre emozionante e drammatica’ e ‘Ororo’ in chiusura di ben due bis, recuperi rispettivamente da ‘Lungo I Bordi’ (che la Tannen Records ha appena stampato per la prima volta in vinile e che ho provveduto a comprare dal ricco banchetto merch) e ‘Stanze’ (che in vinile invece verrà stampato a breve), dischi irrinunciabili di una stagione fantastica. Pur con qualche anno qualche capello bianco in più, è decisamente un bene che i Massimo Volume siano ancora con noi. Tanto per citare ‘Da Dove Sono Stato’, dedicata da Emidio “a tutti voi”: “di fronte a tutti voi/io oggi umilmente mi inchino /per avermi fatto sentire vivo”. Io l’inchino lo porgo a loro.

Piero Apruzzese

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