Massimo Pupillo, Luca Mai & Gabe Serbian @ Sinister Noise Club [Roma, 21/Aprile/2011]

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E’ passato un mese dall’ultimo concerto degli Zu in formazione originale, lo avevamo commentato qui (leggi) e ne avevamo anche approfittato per annunciare lo show di stasera (a onor del vero previsto inizialmente tre settimane fa). Così, mentre Jacopo Battaglia (ora noto come Battle) contribuisce a far saltare le migliaia di presenti al Coachella Festival con i Bloody Beetroots (guarda), i rimamanenti Zu Massimo Pupillo e Luca Mai si ritrovano al Sinister Noise con Gabriel Serbian, tentacolare batterista perlopiù noto per la sua militanza con i Locust (in cui iniziò come chitarrista prima di spostarsi dietro le pelli per rimpiazzare Dave Astor), e, ufficialmente, nuovo drummer degli Zu, lo show di stasera è, di fatto, il suo battesimo.

Apro una parentesi: nonostante le Locuste siano “on hiatus for the moment”, i membri della band sono workaholic con tanti progetti in ballo, tanto per citarne qualcuno Joey Karam presta attualmente le sue tastiere a Zack De La Rocha e all’ex Mars Volta Jon Theodore per i concerti dei One Day As A Lion (guarda anche loro al Coachella) mentre Justin Pearson, oltre alla collaterale attività di scrittore e dopo aver prestato le sue corde vocali per due brani guarda caso dei Bloody Beetroots (dichiarando poi “I have no interest in working with Bob (Rifo) again.”), è reduce da un tour in terra britannica con i Retox. Band in cui poi milita lo stesso Serbian (che pare sia pure finito nelle albioniche galere durante il suddetto tour…) per cui questo concerto è quasi un passatempo prima di un’altra tornata di esibizioni, stavolta con Le Butcherettes, band messicana prodotta da Omar Rodriguez-Lopez che aprirà il tour americano di Deftones e Dillinger Escape Plan.

Scrivo tutto ciò perché, onestamente, così tanti impegni mi facevano pensare che Serbian non fosse adatto a ricoprire un ruolo stabile come batterista degli Zu. Ma, del resto, non sono forse anche gli stessi Pupillo e Mai superimpegnati in tanti progetti e collaborazioni (citiamo solo i più recenti Germanotta Youth e Mombu di cui abbiam pure parlato su queste stesse pagine)? E, ad ogni modo, il concerto di stasera fugherebbe comunque ulteriori dubbi. A onor del vero, non potrei far un paragone con l’esibizione dei due lo scorso novembre con Balazs Pandi (qui il report: leggi), batterista ungherese spesso al soldo di Merbow (con quest’ultimo, toh!, ci ha collaborato pure Serbian) e con cui terranno altri show a breve nell’Est Europa. Ma va bene, io son di parte, adoro i Locust e bramo da anni di rivederli on stage, non potrei chieder di meglio che una collaborazione del genere.

Quello di stasera resta comunque un concerto particolare, frutto ovviamente di improvvisazione, lo stesso Serbian mi dirà poi: “It was a bit scary since it was my first time playing with them but improv shows can be fun!!”. Nella prima parte, il buon Gabe dà dimostrazione di tutta la sua abilità e soprattutto potenza, non parlo solo di saper suonare, c’è tecnica e groove nel suo drumming, spinge come un forsennato ma è lontano anni luce da certi sbrodoloni autocompiaciuti. Tuttavia la batteria, evidentemente già alta nel mix, arrivava a sovrastare gli altri strumenti al punto che Luca ha dovuto spesso tirar fuori tutto il fiato che aveva nei polmoni per farsi sentire mentre il basso distorto da quell’unico, malefico, effetto di Massimo resta comunque impossibile da non avvertire (sebbene Pupillo mi sia sembrato meno “funambolico” che con gli Zu). Le parti più dilatate  hanno presentato spunti interessanti, difettando a tratti di una certa coesione. Che, comprensibilmente, è figlia di una migliore amalgama che si potrà creare col tempo. Nonostante l’attimo di silenzio che ha fatto seguito alla fine del concerto, il successivo applauso e l’abbraccio tra i tre hanno suggellato come meglio non si poteva l’inizio di questo nuovo capitolo degli Zu. Credo di parlare a nome di un bel po’ di persone se dico che ne aspettiamo già impazienti i frutti.

Piero Apruzzese

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